Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno <1955>   pagina <583>
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Le carie della Legazione napoletana a Parigi 583
bonari di qualunque nazione, si occupano al solito di far partiti, supportati. dagVindegni Spaginali, e Portoghesi; dicono, che in meno di un anno le Truppe austriache, che attualmente trovansi nei Stati del Nostro Amatissimo Sovrano e nell'Italia tutta, saranno massacrati dagli abitanti. Parigi dicono di dover esser il sito delVincominciamento della rivoluzione e subito accesa, difficilmente si potrà estinguere.l) Allora il Ministèro de Vlntèrìeur fornisce all'Amba­sciatore napoletano notizie sul Pisa, sul Pepe, sul Macerone, nonché sul co­lonnello Capocelatro, sai marchese Salvo e su altri. E nel giugno 1822 il Ca-stelcicala può informare il marchese di Circello che la spedizione progettata dal Pepe contro Napoli è differita e che gli esuli napoletani con altri ribelli e con i Piemontesi contano di formare dei corpi franchi per andare in soccorso dei governo spagnolo. 2) E in realtà, la maggior parte degli esuli italiani ac­còrre in Ispagna in difesa della costituzione spagnola ossia di quella costitu­zione madre, simbolo del sentimento nazionale, sul cui modello erano state stese le costituzioni di Napoli e di Torino del '20-21.
La situazione internazionale a causa degli affari spagnoli diveniva sem­pre più complicata. Per la restaurazione di Ferdinando I e di Carlo Felice l'Austria era intervenuta senza difficoltà essendo munita di una specie di man­dato europeo. L'Inghilterra non aveva preso parte ufficialmente ai congressi di Troppau e di Lubiana, e aveva lasciato fare adducendo come scusante che si trattava di un pronunciamiento . La Francia, per mostrare alle altre potenze di non nutrire alcun desiderio d'espansione, non aveva chiesto di prender parte insieme coli'Austria all'intervento. Ma quando nell'au­tunno del 1822 si riunisce il congresso di Verona per esaminare la situazione nella penisola iberica, tra le grandi potenze si determinano gravi dissensi. Se le potenze del Nord sono decise all'intervento, il Canning, successo al Castlereagh come ministro degli esteri, è avverso ad una restaurazione ar­mata. L'Inghilterra non può permettere che la santa alleanza si affermi come organismo permanente sul continente, ed, in particolare, è contraria all'occupazione della Spagna da parte di un'altra potenza. E chiaro che la decisione è nelle mani della Francia. Ma qui gli animi sono divisi ed i pareri discordi L'impresa di là dai Pirenei offre alla Francia una buona occasione per riprendere in Europa il prestigio militare, ma i ricordi della spedizione napoleonica sono troppo recenti. L'Austria si è riservato il com­pito trillante di un intervento in Italia, ed ora vuol lasciare alla Francia l'ingrato fardello della occupazione della penisola iberica. D'altra parte il governo di Parigi non vorrebbe fare la guerra come modesto mandatario delle potenze della santa alleanza. I liberali francesi, invece, affermano che sarebbe disonorante per le truppe della Francia costituzionale sopprimere la costituzione spagnola, e propongono un'alleanza con l'Inghilterra contro le potenze assolutistiche.
Il Castelcicala a Parigi è l'ambasciatore di un ramo della casa di Bor­bone, ed insiste affinchè sia la famiglia regnante di Francia ad intervenire in favore del re di Spagna. Ormai non c'è più dubbio: Ferdinando VII è pri­gioniero: Le ultime notizie da Madrid portano che il Re di Spagna non esce
i) Lettera del Minasi al Castelcicala, Napoli, 5 aprile 1822. s) Lettera del Castelcicala al Circello, Parigi, 24 giugno 1822.