Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
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1955
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Salvo Mastellonc
buona causa, ma faceva pervenire al q uarticr generale di Don Carlo vistose somme per accorrere a' bisogni dell'armata Reale, non potendo per certo mandare un esercito per agevolare l'impresa del suo augusto parente. Di conseguenza Napoli era decisa, se non a spezzare, a limitare al minimo necessario i rapporti con la Francia. Era pervenuto, infatti, al Carafa questo dispaccio cifrato: E volere di Sua Maestà che Ella dopo la partenza dei Principe di Butera si rechi alla Corte di Sua Maestà il Re dei Francesi non con quella frequenza come per il passato, ma quando la circostanza o la convenienza lo esiga e lo renda indispensabile.l) L'incaricato d'affari napoletano non prese alla lettera le istruzioni del proprio governo, e nonostante che nell'aria ci fosse tra le due corti un certo malumore per il fallito progetto francese del matrimonio del conte di Siracusa con una figlia di Luigi Filippo, agì con molta cautela ed accortezza.
La stampa liberale, è vero, aveva salutato la nascita di uà blocco dei governi costituzionali d'Inghilterra, di Francia, di Spagna e di Portogallo che sembrava dovesse equilibrare le potenze della Santa Alleanza. Si asseriva che la Quadruplice Alleanza fosse una risposta agli accordi conclusi a Mtìn-chengratz (settembre 1833) tra i monarchi assolutisti del Nord. Ma il Carafa, giustamente, non credeva che l'Europa fosse divisa in due gruppi contrastanti di stati. Quando infatti, nel dicembre 1833, il duca di Rroglie aveva rivolto all'Inghilterra la proposta di un'intesa difensiva contro la ricostituzione della Santa Alleanza, il Palmerston aveva risposto con un rifiuto non desiderando impegnarsi con un trattato stipulato en vue de circonstanccs indéfinies et imprévidibles. I due accordi conclusi con l'Inghilterra il 22 aprile 1834 e il 18 agosto 1834 erano limitati agli affari della penisola iberica e non erano l'indice di una stretta collaborazione tra Londra e Parigi. La Francia s'impegnava a non sostenere i carlisti e permetteva all'Inghilterra di aiutare i partigiani di Maria Cristina e di Maria da Gloria. D'altra parte tutta la politica di Luigi Filippo si orientava sempre più a destra, e l'azione repressiva del governo era divenuta chiara dopo l'attentato Ficschi con le leggi del settembre 1835. H Carafa faceva, perciò, osservare a Napoli che il Governo francese si era messo sulla buona via nonostante l'apparente riconciliazione di Luigi Filippo con l'Inghilterra. Le disposizioni prese dal governo contro i rivoluzionari di tutto il mondo qui riuniti avevano fatto sì che questi rivolgessero le loro speranze ed i loro maneggi alla Spagna dalla quale attendevano il trionfo della libertà ed una lezione a Luigi Filippo che pubblicamente chiamano traditore. 2)
Alcuni giornali accennavano ad una santa alleanza dei popoli contro la santa alleanza dei re assolutisti, ma il Carafa notava che Luigi Filippo e i suoi ministri cercavano di regolare e di scemare il progresso del fermento degli animi, e aggiungeva: Tutti gli Esteri rifugiati, e gli Italiani non per ultimi, non nascondono il loro odio contro questo Sovrano che accusano di tradimento, ipocrisia e di quanto le deluse loro follie li rendono capaci. 3'
Nel febbraio 1836, il Thiers, nuovo ministro degli esteri, volendo secondare i desideri di Luigi Filippo di non aggravare la divisione dell'Europa in
0 Dispaccio cifrato del Gualtieri al Carafa, Napoli, ottobre 1835.
2) Dispàccio riservato del Carafa al Gualtieri, Parigi, 13 novembre 1835.
3) Dispaccio del Carafa ni Gualtieri, Parigi, 26 novembre 1835.