Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno <1955>   pagina <589>
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Le carte della Legazione napoletana a Parigi 589
due bloccai, cercò di intendersi con Vienna. Ma il suo progetto di concretiz­zare questo ravvicinamento con un matrimonio tra il duca d'Orléans e una arciduchessa austriaca fu dal Mettermeli respinto. Napoli si rallegrò per il rifiuto, tanto più che il soggiorno a Vienna l' di Ferdinando II (giugno-lu­glio 1836) si concluse, invece, con il matrimonio del re delle Due Sicilie con Maria Teresa d'Asburgo. Il Thiers irritato per la risposta austriaca pensò ad un intervento francese in Ispagna, ma l'opposizione reale lo costrinse a dare le dimissioni (settembre 1836).
L attitudine sempre più conservatrice della monarchia di Luglio con­tribuì a migliorare gradualmente i rapporti tra Napoli e Parigi. Nella prima­vera del 1837 (ministero Mole) Luigi Filippo in una conversazione con il Ca­rata rassicurò il rappresentante napoletano sulle intenzioni moderate della Francia: Mi ha S. M. detto che sorveglia assai Barcellona ed ha dato ordini per darsi la caccia a Mazzini, che conoscesi dover recarsi in Barcellona per mettersi alla testa del movimento . 21 E Napoli, in risposta, pregò il Carafa di far sentire a cotesto Sovrano la vivissima soddisfazione che qui si prova nel vedere in qual maniera la Maestà Sua riguardi gli affari di Spagna. 3' Gli è che la corte delle Due Sicilie sperava di evitare un intervento francese in Ispagna ora che le operazioni militari volgevano in favore delle truppe di Dou Carlos. E quando l'armata carJista passò l'Ebro e cominciò la marcia verso Madrid, il governo napoletano giudicò allora necessario di conoscersi le idee positive di Luigi Filippo e quello che sarà per farsi ove le armi di Don Carlos giungessero ad impossessarsi della Capitale della Spagna. 4) Il Ca­rafa assicurò il proprio governo che il Sovrano e il Gabinetto era costretti a desiderare il completo trionfo di D. Carlos, ma d'altra parte si doveva mostrare fiducia nella vittoria finale della causa costituzionale per timore delle Camere e dei repubblicani. s)
La situazione militare in Ispagna improvvisamente si capovolse, e Dou Carlos dovette ritirarsi precipitosamente nelle province basche; con tutto ciò il colloquio Napoli-Parigi continuò, ed il Cassaro cercò di giustificare l'atteggiamento dei due stati rispetto alla questione spagnola: Non v'èpoi dub­bio, né sene fa un mistero che il Redi Governo s'interessi della causa dell'Infante Don Carlos in Ispagna, e perchè la sua dinastia ha diritto alla successione di quella Corona, e perchè crede la causa di quel Real Infante la causa essere di tutte le monarchie, non esclusa quella di Luigi Filippo, come si è sovente molto ripe­tuto e come fu fatto negli abboccamenti ch'ebbero insieme le loro Maestà allorché stette in Parigi il nostro Real Padrone e come si è espressa la Maestà Sua col Generale Sebastiani in Napoli. Ma la Maestà del Signor Nostro ben comprende
!) Ferdinando II si recò anche a Parigi, e potè constatare di persona come giuste fossero le osservazioni del suo rappresentante.
2) Rapporto curato del Carafa al Cassare, Parigi, 1 maggio 1837. Nel luglio 1836 Giu­seppe Can nizzaro di Palermo fece al consolo di Marsiglia, a scopo di lucro, alcune rivelazioni sui propositi che tramavano a Marsiglia, a Lione, a Malta francesi ed italiani. Gli consegnò anche una lettera del mazziniano Francesco Cicconi, la quale così terminava: Speriamo che subito gli affari di Spagna prenderanno altro aspetto, l'Italia non mancherà al suo dovere. Credetemi, o la Guerra o la Morte.
3) Dispaccio cifrato del Cassero al Carafa, Napoli, 27 maggio 1837.
4) Dispaccio del Cassero al Carafa, Napoli, (?) giugno 1837. 5J Dispaccio del Carafa al Cassero, Parigi, 21 giugno 1837.