Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
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1955
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Salvo Mastellone
la delicata posizione di cotesto Sovrano suo Augusto Zio, e perciò non entrerebbe mai nelle sue vedute il creargli imbarazzi. *)
Ferdinando H in cuor suo temeva che la Francia puntasse sul conte di Siracusa per staccare la Sicilia da Napoli, e non fu contento per il tono assunto dal governo di Parigi a proposito dclTaccordo postale marittimo, ma quando il Versace, mandato in Francia per risolvere il contrasto, riuscì facilmente nel compito assegnatogli, il Re dovette convenire che da parte di Luigi Filippo esisteva un certo desiderio di intesa.
Anche i rapporti economici tra i due paesi sembravano migliorare. Nel luglio 1838 il governo napoletano concedette alla società francese Tabe il diritto di esportazione degli zolfi. Contro tale contratto protestarono gl'Inglesi riferendosi al trattato di commercio anglo-napoletano del 1816. Ferdinando II era disposto a cedere, e poiché da parte austriaca non si aveva intenzione di sostenerlo nella vertenza, il principe del Cassaro nominò il 25 agosto 1839 un ambasciatore a Parigi, il duca di Serracapriola, con l'incarico di aprire dei negoziati per stipulare un trattato di commercio franconapoletano. Il 6 settembre 1839 il governo, dopo aver designato come proprio ambasciatore a Napoli il duca di Montebello, rispose in questi termini: Le Roi se platt à trouver dans cet envoi d'un ambassadeur de Naplcs à Paris un gage de la disposition de Sa Majesté Sicilienne à resserrer les rapports qui unissent les deux Cours.
La questione degli zolfi è nota nei suoi particolari e, quando si chiuse, Ferdinando si trovò politicamente isolato. Era irritato con Londra per la prepotenza inglese e ancor più con Vienna che si era rifiutata di intervenire in suo favore. Così quando scoppiò la crisi d'Oriente Napoli giudicò conveniente assumere un atteggiamento di stretta neutralità.
Il Re era convinto che il Palnierston sostenesse Carlo di Borbone principe di Capua, allo scopo di sfruttare il dissidio esistente tra i due fratelli e di mettere le mani sulla Sicilia. Improvvisamente, Carlo di Borbone con la moglie, Penelope Smith, nel novembre 1840 si trasferì a Parigi, prendendo alloggio nella Locanda de la Terrasse col nome di conte di G-iari. Il 5 novembre il Serracapriola avvertì Napoli:
Ieri fui chiamato con fretta da parte di S.M. la Regina verso le sei pomeridiane facendomi sapere che voleva vedermi prima del pranzo. Mi ci portai immediatamente e trovai la M. S. agitatissima e mi comunicò che S. A, R. il Prìncipe di Capua era giunto inaspettatamente a Parigi in compagnia della Signora Smith e figli, che s'era portato da S. M. la Regina Cristina. Poi unito alla Signora te aveva comunicato di volere fare valere presso il Re di Francia te sue lagnanze per essere sostenuto ed aiutato per ottenere da V. S. M. ciò che gli spetta di diritto tanto per gli appanagi che per la sua porzione sui beni lasciatigli dalV'Augusto genitore accompagnando questi dati dalle solite sue lagnanze per non vedere riconosciuta la Signora Smith come Principessa Reale ... S. M. la Regina mi espresse la ferma sua risoluzione di non ricevere la Signora Smith, e mi disse che trovava Varrivo del Principe imprudente ed anche importuno perchè si conoscevano le relazioni intime che aveva avute con Luigi Sonaparte.s)
1) Dispaccio del Caaaaro al Carata, Napoli, 7 ottobre 1837.
2) Lettera del Serracapriola a. Ferdinando II, Parigi, 5 novembre 1840.