Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno
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1955
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pagina
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591
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Le carte della Legazione napoletana a Parigi 591
La corte francese considerava la questione come una e querelle de famiJ-le, ma quando nel settembre 1842 il Guizot mandò a chiamare l'ambasciatore napoletano per parlargli del principe di Capua, *) Ferdinando scrisse al Scr-racapriola: Sia di regola per voi, per Montebello e per chicchessia che non intendo mai ed in nessun caso elevare questo affare di famiglia ad un affare Diplomatico, che deve rimaner sempre com'è di sua natura un affare di famiglia. 2) Scnonchè anche il Guizot desiderava ohe la questione non passasse sul piano politico. Egli temeva che l'Inghilterra potesse servirsi di questo pretesto per intromettersi negli affari siciliani. Il principe ài Capua dichiarò* infatti, apertamente al Serracapriola che se non avesse ricevuto da Napoli delle rassicuranti proposte si sarebbe recato a Malta. 3)
La vicenda semiromantica del fratello di Ferdinando servi al Montebello per rompere quel muro di ostilità che esisteva tra i rappresentanti accreditati e la corte napoletana, e per jouerle role di ambasciatore di famiglia. Approfittando di queste circostanze favorevoli il Guizot fece giungere a Napoli, al principio del 1843, una proposta seducente. Tramite il duca di Montebello chiese a Ferdinando II se fosse propenso a dare il consenso al matrimonio di un suo fratello con la giovane regina di Spagna Isabella. H re di Napoli rispose all'ambasciatore francese: Si le mariage de mon frère avec la Heine d'Espagne devient nécessaire au repos de ce malheureux pays et à la paix d'Europe, je n'y ferai point d'obstacle. 4) Qualche giorno dopo così scriveva al Serracapriola a Parigi; Circa i dettagli che mi fate dei vostri colloqui col Re, e con Guizot per gli affari di Spagna, pare che per ora bisogna starne a vedere lo sviluppo mentre io sono assicurato che don Carlos siasi determinato di cedere i suoi diritti al Principe di Asturie. s)
Intanto in Ispagna il reggente Espartero di fronte alla crescente opposizione perdeva giorno per giorno terreno, e nel luglio 1843 fu costretto a fuggire, lasciando il potere ai moderati che erano fedeli alla regina madre Maria Cristina, esule a Parigi, ed erano appoggiati dalla Francia. Il Montebello pensò allora che era venuto il momento di provoquer le Roi de Naples à s'expliquer nettement sur ses intentions, e l'ambasciatore ebbe la netta impressione dopo il primo colloquio che il Re avrebbe finito per riconoscere il regime costituzionale di Isabella e che si sarebbe lasciato guidare dalla Francia. 6) Ferdinando, infatti, dopo l'accordo franco-inglese raggiunto tra Aberdeen e Guizot nell'incontro delle due famiglie regnanti a Chàteau d'Eu, persuaso dalle insistenti pressioni del Montebello, dopo non poche esitazioni, si decise a compiere il primo atto di buona volontà: il 12 dicembre 1843, il principe di Carini presentava a Madrid il riconoscimento del suo Sovrano. Ferdinando II fu però obbligato a spiegare alle potenze legittimistiche come mai egli, accanito difensore per un decennio dei diritti di don Carlos avesse improvvisamente abbandonato la Kgue des puissances dn Nord. La spiegazione del
1) Lettera del Serracapriola a Ferdinando II, Porgi, 26 settembre 1842.
2) Lettera di Ferdinando II al Serracapriola, Napoli, 17 ottobre 1842. 9) Lettera del Serracapriola n Ferdinando IL Parigi, 7 novembre 1842.
4) Arch. No. Parigi Pepiera Guizot, lettera del duca di Montebello, Napoli, 13 febbraio
1843.
5) Lettera di Ferdinando II al Serracapriola, Napoli, 16 febbraio 1843.
6) A.N.P., Pepiera Guizot, lettera del Montebello, Napoli, 31 luglio 1843.