Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno <1955>   pagina <598>
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Salve Maslélonv
Francia per ottenere qualche modifica all'armistizio di Novara, di far rivivere taluni progetti di confederazione italiana, che nelle presenti circostanze dif­ficilmente potrebbero avere esito soddisfacente.1)
Da tempo il governo di Parigi temeva che l'Austria mirasse è riportare il Papa a Roma d'accordo con la corte napoletana, ecco perchè verso, la metà di aprile era stata decisa da parte del gabinetto francese la spedizione di Roma. Così riferisce l'Antonini: Il Signor Drouyn de Lhuys mi confermò che la spedizione era stata dal generale Oudinot molto mal condottai non solo miti' tormente, ma polìticamente. Dall'insieme della conversazione ebbi la conferma che il Governo francese non avrebbe voluto prender parte alla ristorazione del Papa : che allorquando il 14 aprile seppe la piega favorevole presa negli affari di Sicilia, vide che S. M. Siciliana e la Spagna si sarebbero decise con l'Austria ad aderire alla richiesta di S. S., ed allora incontenente si prese qui. il giorno 16 la determinazione di far la spedizione, non prevenirne alcune delle altre tre Po­tenze, impossessarsi di Roma, e dire al Papa, voi mi avete richiesto ed io già sono nella vostra capitale; ma è forza che il vostro governo sia secolarizzato e liberale, in modo che io possa farlo gradire alla Francia. Gli avvenimenti però hanno sconcertato questo divisamente. 2) L'ambasciatore napoletano ebbe la conferma clic la Francia sentisse il peso della responsabilità di questo inter­vento; nella prima conversazione avuta con il nuovo ministro degli affari esteri, M. de Tocqueville, questi gli disse che la Francia non desiderava altro che di sortire al più presto dagli affari di Roma: pregava però che le truppe napoletane e quelle spagnole restassero nell'inazione per non complicare le faccende. */
La presa di Roma non pose termine a tutti i problemi, anzi apri un dis­sidio in seno alla nazione francese tra liberali e cattolici; ma era chiaro che Luigi Napoleone, per rafforzare la sua posizione politica, doveva allearsi con le forze clericali. L'Antonini, infatti, scriveva al cavaliere Fortunato: So che si è detto a Luigi Napoleone e ne ha convenuto, che se vuole aspirare al­l'Impero gli è necessario di star bene con il Clero e specialmente col Sommo Pontefice. 4) L'orientamento conservatore della Francia suscitò viva soddi­sfazione nella corte napoletana, e contribuì a migliorare le relazioni diploma­tiche tra Napoli e Parigi, tanto che nel febbraio 1850 il ministro della marina e il principe Napoleone decisero di inviare la squadra a Napoli nella intenzione di dare un appoggio morale al Real Governo nel caso che la squadra inglese venisse per fare sulle coste delle Due Sicilie ciò che aveva fatto su quelle della Grecia. s) Poiché da parte napoletana questa decisione non fu molto gra­dita in quanto la riapparizione della bandiera francese avrebbe potuto eccitare nuove speranze oc' rivoluzionari, il 15 aprile la squadra partì. Ad ogni modo il governo a Napoli era ben lieto di apprendere che la polizia, temendo le ripercussioni in Francia dell'agitazione dei rivoluzionari italiani e gli effetti dell'imprestilo mazziniano aperto negli ultimi mesi del 1850, avesse sotto-
J ) Il Cariati all'Antonini, Napoli, 20 aprile 1849.
?) Dispaccio dell'Antonini al Cariali, Parigi, 13 mnggn 1848.
3) Dispaccio dell'Antonini al Cariati, Parigi, 10 giugno 1849.
4) Dispaccio dell'Antonini ul Fortunato, Parigi, S novembre 1849. s) Dispaccio dell'Antonini al Fortunato, Parigi, 5 marzo 1850.