Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno <1955>   pagina <600>
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Salvo Mastellone
In tatto questo periodo il governo napoletano non aveva tralasciato di seguire con preoccupato interesse le mosse di Luciano Murai. Questi avrebbe potuto giovarsi dei legami di parentela esistenti con Luigi Napoleone per attirare sulla sua persona le speranze degli esuli meridionali. E si credette che queste fossero le sue intenzioni allorquando Luciano Murat si recò nel novembre 1849 in Piemonte. A Napoli si temette che potesse la sua presenza dar luogo a manifestazioni o promuovere simpatie fra tanti rifuggiti napo­letani e siciliani che si trovavano nel regno di Sardegna. l) Questi timori sembrarono infondati perchè Luigi Napoleone non diede prove di eccessiva siiupatia verso Luciano tanto che lo obbligò nell'agosto 1852 a rinunciare al suo progettato viaggio in Toscana. Nel maggio delPanno seguente l'Anto­nini potette avere tuia interessante conversazione col prefetto di polizia a proposito di Luciano Murat:
Ilo avuto una interessante conversatone con questo Signor Pietri, Prefetto di Polizia. Ne ho acquistato la conferma che si eseguisce da lui la più scrupolosa sorveglianza sopra Saliceti, Cirelli, Stabile e Carini, avendo ricevuto, in seguito de' passi da me dati, di procurare alcun elemento per motivare il loro allonta-mento da Parigi* Il Signor Pietri mi ha inoltre fatto chiaramente comprendere che non sarebbe discaro all'Imperatore di aver nelle mani qualche prova che L. Murat prende parte diretta ad un progetto contro la sicurezza degli Stati delle Due Sicilie pour chasser cet imbecile qui Ventini . Il Signor Pietri mi ha con­fermato ciò che già si conosce, e che a varie riprese ha assicurato M. de Maupas sulla nessuna entità di L. Murat, confermandomi altresì che le due di lui sorelle, e specialmente la Popoli, debbono più temersi e sorvegliarsi ne' loro intrighi in Italia. Avendo io detto al Signor Prefetto che L. Muratpotea rendersi importante e pericoloso per mezzo della Frammassoneria di cui è Grande Oriente, il Signor Pietri mi ha confidato che tutte le Logie in Francia sono in insurrezione contro di lui ed ha preparato un rapporto di tutti i gravami che affacciano la maggio­rità delle Logie per domandare all'Imperatore la destituzione e rimpiazzo di que­sto inetto ed orgoglioso rappresentante della Massoneria. 2)
Un mese dopo il rappresentante delle Due Sicilie si rivolse al Signor de Maupas, ministro della polizia affinchè fossero prese energiche misure contro i cospiratori a danno del governo napoletano: il de Maupas gli rispose che se si osservava ne* rifugiati spagnoli in Francia un certo movimento, niente si osservava tra i rifugiati delle Due Sicilie: che se da Parigi non aveva potuto allontanarne alcuni, era stato perchè Luciano Murat li aveva protetti presso l'Imperatore come inoffensivi e tutti amici di suo Padre. Per quel che riguar­dava i rifugiati in Marsiglia gli lesse le varie disposizioni date per internare i più pericolosi. Alla fine di questo rapporto l'Antonini concludeva: Non vo­glio chiudere questo rapporto senza informarLa che il Signor Drouyn de Lhuys mi ha fatto intendere che l'Imperatore, egli stesso avrebbe parlato a Murat di non dar motivo a mie lagnanze e di moderare le sue protezioni. 8)
1) Dispaccio all'Antonini, Napoli, 10 novembre 1849. Vedere anche i dispacci deli* Anto-imi del 4 novembre 1849, del 24 novembre 1849, del 10 dicembre 1849, del 5 gennaio 1850, Itre vari dispacci del Ludolf all'Antonini dell'ottobre 1849.
2) Dispaccio dell'Antonini al Carata, Parigi, 6 maggio 1853.
3) Dispaccio dell'Antonini al Carola, Parigi, 6 giugno 1853.