Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno <1955>   pagina <601>
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Le carte della Legazione napoletana a Parigi 601
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A turbare la tranquillità internazionale intervenne la questione d'Oriente. L'Antonini da Parigi aveva avvertito il suo governo che l'Imperatore di Russia domandava il protettorato e la direzione religiosa de' Greci su tutto l'impero turco minacciando in caso di rifiuto di obbligare il Sultano colla forza. *) Era una vera e propria sfida che lo zar Nicola I lanciava all'Eu­ropa. L'Inghilterra di risposta fece sapere che sarebbe stata la prima a com­battere chiunque avrebbe attentato all'integrità e all'indipendenza dell'Im­pero Ottomano. La decisione stava nelle mani di Napoleone IH: 2) si sapeva che Londra non aveva accolto di buon grado la proclamazione dell'Impero: d'altra parte, a dire dell'Antonini, l'imperatore di Russia era disposto ad intendersi con la Francia per la questione dei Luoghi Santi. s) Invece Na­poleone III, volendo accontentare il partito clericale, prese posizione per fronteggiare la prevalenza degli ortodossi.
Napoli dapprima sembrò favorevole all'atteggiamento francese per im­pedire che la Russia acquistasse influenza sopra alcuni milioni di sudditi ottomani alla Chiesa greca appartenenti. Il Garafa in data 17 marzo 1853 aveva pregato l'Antonini d'imprimere nel Governo francese la chiara evi­denza de' pericoli che l'influenza russa negli affari religiosi di Oriente arrecar potrebbe a* cattolici. 4) Ma gli avvenimenti precipitano: ai primi di luglio le truppe russe occupano i principati danubiani. L'ambasciatore napoletano prevede che il Sultano si crederà in diritto di rispondervi col chiamare le squadre francese ed inglese nel Bosforo e senza farle agire dichiarerà che resteranno finché le Province non sieno evacuate dalla Russia. 5> Il 6 luglio l'Antonini ha un colloquio col Drouyn de Lhuys, e riporta l'impressione che la Francia farà quel che farà l'Inghilterra, se questa abbandona la pro­tezione della Porta la Francia l'abbandonerà egualmente.6) Qualche giorno dopo va a trovare l'ambasciatore russo, il Sig. di Kisseleff, il quale gli dice: L'Imperatore non darà indietro di una linea. È un affare di religione, né le squadre della Francia e dell'Inghilterra, e neppure le quattro Potenze unite insieme fanno paura alla Russia in Oriente. Potranno bruciare le nostre flotte ed i nostri arsenali, ma un milione di Credenti con le armate andranno a Costantinopoli. 7)
A Napoli la corte era vivamente preoccupata a causa di questo conflitto che pareva imminente per l'irrigidirsi delle parti. Il 30 giugno il Carata aveva scritto: L'Augusto nostro Padrone è convinto che tanto la Francia quanto l'Inghilterra e le altre Potenze europee non vorran permettere che una nuova ferita si arrechi allo equilibrio degli Stati di Europa con lo smembramento
1) Dispaccio dell'Antonini al Garufa, Parigi, 19 marzo 1853.
2) Da un discorso tenuto all'imperatore ne desumo che vuole nella sua polìtica restare intermediario tra le potenze del Nord e l'Inghilterra. Dispaccio dell'Antonini al Carafa, Parigi, 16 marzo 1853.
3) Dispaccio dell'Antonini al Carnfa, Parigi, 29 marzo 1853. *) Dispaccio del Carnfa all'Antonini, Napoli, 17 marzo 1653.
5) Dispaccio dell'Antonini al Carata, Parigi, 2 luglio 1853.
6) Dispaccio dell'Antonini al Ceraia, Parigi 6 luglio 1853,
7) Dispaccio dell'Antonini al Carola, Parigi, 10 luglio 1853..