Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno <1955>   pagina <602>
immagine non disponibile

602
Salvo Màstellone
dell'Impero Ottomano. *) Speranze vane: da uà canto lo Zar era deciso a non transigere, dall'altro il Sultano, forte dell'appoggio inglese, faceva la voce grossa. L'Antonini se ne rendeva conto, e credeva ben poco ad una so­luzione pacifica. Non v'ha dubbio che il grande ostacolo attualmente è quella massa di soldatesca indisciplinata che s'è riunita sul Danubio sotto il Co­mando di rinegati (sic) rivoluzionari polacchi ed ungheresi, e altro ostacolo è l'eccitamento dato alle speranze di vendetta dell'islamismo contro la Russia confidando sulle promesse di Lord RedcluTe. 2)
Napoleone III, per quanto allettato dall'idea di consolidare il suo presti­gio difendendo gl'interessi cattolici, si mostrava riservato, e quando il Sultano dichiarò la guerra, egli conservò calma, moderatezza e desiderio di mante­nere la pace. 3) In una conversazione col Drouyn de Lhuys questi confer­mò all'Antonini: L'Empereur est décide à faire la guerre si elle sera neces­saire, mais il désire vivement le maintien de la paix. *)
Nella vertenza turco-russa decisivo era l'atteggiamento dell'Austria e della Prussia, e anche a Napoli le mosse delle due corti erano seguite con viva attenzione, per orientarsi nella stessa direzione. Pertanto l'Antonini si preoc­cupava di avvertire sollecitamente il proprio governo: Profitto del mio ca­meriere che spedisco a Marsiglia per dirle confidenzialmente che l'Austria e Prussia hanno qui dichiarato che disapprovano l'intrapresa della Russia cantra la Turchia e che nella guerra tra queste due Potenze Orientali vogliono restar neutrali. La Prussia ha aggiunto che la sua neutralità sarà di mediazione* ma che in qualunque caso non farà mai nulla contro la Russia. 5) Questa attitu­dine dell'Austria e della Prussia era motivo di una grande titubanza ed incertezza nelle risoluzioni delle due Potenze marittime6) dopo la dichia­razione di guerra del Sultano. In particolare il governo di Parigi temeva per le truppe di occupazione dislocate a Roma: Si è detto che in caso di guerra il corpo di truppe sarà aumentato, ed allora si domanderà alcuna dichiara­zione e garanzia al Re di Napoli che avrebbe a prossimità un'Armata fuori proporzione con quelle truppe francesi che stanno per fare cosa utile a tutti i Sovrani Italiani tenendo lontana la rivoluzione da Roma ! .7) Circa un mese dopo il ministro degli esteri francese andò più lontano: chiese velata­mente, senza dubbio per sondare il terreno, 40 mila uomini e 3 vascelli L'An­tonini fece rilevare al Drouyn de Lhuys come Napoli si trovasse in una posi­zione diincile in seguito alla coalizione della Francia con l'Inghilterra, e la proposta rimase senza seguito:
Eccellenza, credo opportuno di non lasciare ignorare al Real Governo che ieri l'altro discorrendo con amichevole abandono con questo Signor Ministro degli Affari Esteri, mi disse a proposito della questione di Oriente: Tout le monde est avec nous, et vousferez camme les autres, e prendendo il tono profetico sog­giunse per parentesi : Ecrìvez cecipour vous en souvenir, et vous nous donnerez
1) Dispaccio del Carafa all'Antonini, Napoli, 30 giugno 1853.
2) Dispaccio dell'Antonini al Carafa, Parigi, 16 settembre 1853,
3) Dispaccio dell'Antonini al Carafa, Parigi, 6 ottobre 1853.
3) Dispaccio dell'Antonini al Carafa, Parigi, 10 ottobre 1853.
4) Dispaccio dell'Antonini al Carafa, Parigi, 18 ottobre 1853. <) Dispaccio dell'Antonini al Carafa, Parigi, 29 ottobre 1853. 7) Dispaccio dell'Antonini al Carafa, Parigi, 8 novembre 1853.