Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno <1955>   pagina <603>
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Le carte dalla Legazione napoletana a Parigi 603
40 mille hommes et trois vaisseaux . Risposi incontinente: Nous sommes dans une position géographique à ne songer à vous renare service uniquement qu'en maìntenant notre indépendance et la tranquillile ckez nous- Avec votre alliance avec VAngleterre notre situation est devenueplus difficile en Sicile, oh il nousfaut 30 mille hommespour bien la garder . Il Sr Drouyn de Lhuys replicò: Eh bien donnez nous ces trente mille hommes et vous n 'aurea rien à craindre ni des Anglais, ni des revolutionnaires car si la guerre Sciate il n'y aura plus de révolutionnaires puisque tous les gouvernements seront forts puree qu'ils seront tous unis . Sic-contea seguitando il tuono enjoué mi parlò dello sforzo che fece le Due Sicilie con­tro Barbarossa io cessai la conversazione ripetendo : si tratta di altri tempi e di altri nemici. S. M. Siciliana non ambiziona altro che una stretta e forte neutra­lità e con vivo desiderio che la questione orientale non ingeneri la guerra in Occidente. *'
Più che altro la Francia si sforzava di convincere l'Austria ad allinearsi a fianco delle potenze marittime per obbligare la Russia, senza ricorrere alle alani, a rinunciare alle sue pretese:
Se sono bene informato, vanno a farsi de* passi a Vienna per persuader l'Austria di lasciar la neutralità ed agire nel senso della Francia nella questione orientate. Sembra che si cercherà di dimostrare che per tre motivi VAustria debba trovarsi d'accordo col Governo francese. 1 Pel desiderio di far finire al più presto la guerra tra la Russia e la Turchia. 2 Per salvaguardare /'interesse danubiano. 3 Per consolidare il principio conservatore e di stabilità in Europa, che vien messo in pericolo dalle ingiuste intraprese della Russia. E sviluppando tali motivi di alta politica che sono comuni all'Austria ed alla Francia, si procu­rerà di rilevare all'Austria il vantaggio per essa che la questione sia piuttosto finita a quattro che a due cioè dalla Francia e dall'Inghilterra sole. Non deve d'altronde sfuggire all'Imperatore d'Austria che colla guerra di queste due Po­tenze marittime isolate, si riaccendono le speranze de' rivoluzionari con tanto maggior fondamento che si crede che l'Inghilterra li protegga fuor dal suo suolo. Si farà riflettere all'Austria che il momento è venuto di prendere una deter­minazione e di dare l'intero sviluppo al principio da lei posato nella conferenza di Vienna, cioè della solidarietà delle quattro Potenze pel mantenimento de* Trattati, e l'integrità ed indipendenza dell'Impero Ottomano. 2)
Il tentativo francese falli: dopo la dichiarazione di neutralità della Da­nimarca, della Svezia e della Norvegia, l'Austria, e con essa la Prussia, non si credette tenuta a far la guerra per sostener la Turchia: Se dall'Inghilterra e la Francia saranno forzate a prendere un partito dichiareranno che vogliono mestare padrone della loro azione e prender parte a favore della Turchia se i loro interessi lo consigliano. *) Poiché le arti diplomatiche sembravano non ottener eccessivo successo, ben presto si passò alle minacce, e si cercò
i) Dispaccio dell'Antonini al Corsia, Parigi, 5 dicembre 1853. Trova conferma cosi l'affermazione del Bianchi che la Francia e l'Inghilterra fecero attive e iterate pratiche per avere alleato il re di Napoli. N. BIANCHI, Storia documentala dello diplomazia europea in Italia* voi VII, Torino, 1870, p. 188.
2) Dispaccio dell'Antonini al Carata, Parigi, 10 gennaio 1854.
3) Dispaccio dell'Antonini al Carafa, Parigi, 29 gennaio 1854.