Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno <1955>   pagina <604>
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Salvo Mastellonv
di intimidire l'Austria con la paura delle rivoluzioni. A Napoli questa paura era profonda: gli è che le mene dei murattisti i quali aspiravano a riportare la famiglia dell'ex-re di Napoli sul trono l'attiva propaganda degli esuli, l'in* traprendente attività del governo sardo erano motivi per turbare l'animo di Ferdinando II, e nel novembre '53 si era giunti alla ridicola misura di impe­dire al Ducasse, inviato in missione a Napoli, di sbarcare poiché era autore di una vita di Giuseppe Bonaparte. La faccenda aveva assunto tale impor­tanza da determinare il richiamo del Maupas, rappresentante della Francia a Napoli. Gli stessi diplomatici austriaci facevano osservare che il re di Napoli nulla aveva da temere da parte delle potenze marittime e che al regno delle Due Sicilie conveniva una stretta neutralità. l) Dal canto suo l'Antonini ribadiva che l'Imperatore de' Francesi era estraneo a tutte le mene rivolu­zionarie: L'Imperatore è estraneo alle manovre tendenti a preparar la rivoluzione in Italia contro l'Austria. Tutto si fa dal Comitato del Palais Royal e coli''assenso di Persigny. Questi sostiene che l'Austria non è di buonafede e che bisogna pre­pararsi a combatterla dentro sei mesi. Palmerston dice lo stesso. Uno degli agenti di detto comitato ci dà per certo che sia il Barone Brenier, il quale come il R. Governo deve sapere ha veduto molti capi rivoluzionari nelle varie parti d'Italia, costà si sarà messo in rapporto con Lord e Lady Holland che sono i corrispondenti del Palais Royal. Del resto il desaveu dato a Brenier nel Moni-teur, Vallontanamento di M. Ducasse dalla Casa Militare del Principe Giro­lamo, e anche il richiamo di M. de Maupas sarà per noi di favorevole augurio Ho saputo da persona bene informata che Murat non pensa di venire in Napoli per effetto di una rivoluzione, ma che spera unicamente sul piano di cambiamenti nelle possessioni internazionali in Europa a conseguenza della guerra generale. 2'
La dichiarazione di guerra da parte delle potenze marittime non era lon­tana: il 12 marzo 1854, infatti, la Francia e la Gran Bretagna si unirono con un trattato alla Turchia ed 1 27 marzo dichiararono la guerra alla Russia. Esse non intendevano, però, turbare la tranquillità in Italia. L'Antonini in quei giorni rassicurava in questo senso il proprio governo, e scriveva: Il Gabinetto di Parigi è sincero quando ci assicura che se avesse voluto una complicazione in Italia avrebbe fatto meno sforzi per restare amico con l'Austria. 3)
Nonostante ciò il 13 maggio cominciò da parte napoletana la serie delle misure restrittive: un'ordinanza reale proibì l'uscita del bestiame, e si parlò anche d'interdire l'esportazione dello zolfo.4) L'Imperatore allora mandò a chiamare nel giugno a Saint Cloud l'Antonini e gli disse: Ecrivez au Roi que je le prie de faire cesser ces pctits tiraiUements qui peuvent donner des prétextes à faire voir que Ics relations de son Gouvernemeut avec le mien ne sont pas sur le mèine picd que nos sentimcnts. 5)
Poiché circolavano voci su un probabile intervento del Piemonte a fianco delle potenze marittime, l'Antonini si recò dal marchese di Yillamarina
D H. MOSCATI, Ferdinando II, op. cit., p. 145 e seg. 0:. Dispaccio dell'Antonini al Curufa, Parigi, 26 febbraio 18S4. 3) Dispaccio dell'Antonini al Curalo, Parigi, 20 marzo 1854.
*) C. Vn>Al, Le Second Empire et Ferdinand II de Naples {1852-1859), in Rassegna eterica del Risorgimento, 1952, png. 838.
5) Dispaccio dell'Antonini al Cam fa, Parigi, 10 giugno 1854.