Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno
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1955
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pagina
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605
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Le aorte della Legazione napoletana a Parigi 605
per conoscere le intenzioni del governo sardo: e Avendo presentito che il Governo piemontese fosse stato richiesto di mandare due divisioni di truppe in Oriente, ho verificato da questo Ministro Sardo, che effettivamente tempo fa il Gabinetto Brittaunico fece esprimere a Torino il desiderio di veder 14 o 15 mila uomini tra le truppe anglo-francesi in Oriente, ma che il Gabinetto Sardo fece chiaramente conoscere di non voler aderire non potendo diminuire le sue forze in faccia ad avvenimenti che potrebbero presentarsi in Italia. H Marchese di Villamarina mi ha soggiunto che se accadesse un movimento in Italia, il Governo Sardo, che che se ne dica, vuol essere in forza per mostrare che non è rivoluzionario. *)
Nel luglio del '54, a causa dell'assenza dell*Antonini, la Legazione di Parigi fu retta dal barone di Winspearc. Le relazioni tra il regno delle Due Sicilie e i governi di Francia e d'Inghilterra erano divenute tese. Il governo napoletano era stato invitato ad attuare una politica di stretta neutralità quale esso aveva dichiarato di voler seguire, e di abbandonare un atteggiamento di sorda opposizione contro le potenze marittime.a) Quando il Winspcare andò a vedere il Drouyn de Lhuys, questi gli disse:
J due governi sono stati dispiacevolmente sorpresi e delVaffare de' solfi e di quello de* bestiami e più ancora del rifiuto del soccorso che abbiamo dimandato al Governo di Napoli per reprimere la pirateria. Siate certi che a meno che il Governo di S. M. Siciliana non ci divenga apertamente ostile, noi non faremo nulla per combattere la sua neutralità e la sua indipendenza. Ma cornei Mentre noi Francesi che amiamo a considerare il Regno delle Due Sicilie, come una Potenza marittima, la quale tiene il suo rango nel Mediterraneo, che vi abbiamo sostenuti nel possesso della Sicilia appunto in questa veduta, mentre noi (io dico) veniamo semplicemente e senza aver niuna pretensione di farvi uscire dalia vostra neutralità ad implorare Vaiuto della vostra marina per perseguitare da' ladri, voi ci rispondete che non avete forza disponibile. Francamente parlando debbo dirvi (ha egli continuato), che noi non possiamo ammettere che questa risposta sia altro che une de fai te! Ma io avrei procurato di trovarne una mi' gliore e che convenisse meglio alla dignità del vostro Governo! La vera ragione che voi non volete dire si è che temete di perseguitare de9 ladri i quali si dicono amici de* Russi. Ebbene se questi ultimi sono veramente vostri amici voi fate loro un cattivo complimento col vostro rifiuto! È vero che invece di concedere quel che dimandavamo ci avete richiesti candidamente di proteggere noi il vostro commercio contro i pirati! C'est bien naif, mais ce n*est pas une demando digne d'un Gouvernement comme le vdtre et je ne dois pas vous cacher quo nous avons été fori mécontents de ce procède. A tali doglianze espresse dal Signor Drouyn de Lhuys direi piuttosto con l'accento del dispiacere che con quello della collera ho risposto nel seguente modo: Non c'è neutralità la quale non fornisca continuamente soggetto di doglianza ad ambo le parti belligeranti, e che non dia motivo ora all'una ora all'altra d'interpretare malignamente gli atti più innocenti dei poveri Neutri! Egli mi ha interrotto per dirmi: C'est bien vrai ce quo vous dites là! Se dunque (ho io ripreso) voi riconoscete la verità di ciò che ho detto, perchè
*I Dispaccio dell'Antonini al Cnrufu, Parigi, 30 giugno 1854.
2) F. CATALUCCIO, La crisi diplomatica del Regno dulie Due Sicilie dopo la guerra in Crimea, in Archivio storico italiano, 1951, p. 166.