Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno <1955>   pagina <606>
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Salvo M a st filano
invece di dire che ci ripugna il perseguitare i ladri amici de' nostri amici non aite che non avendo noi adottato il principio della neutralità, principio di cui voi stessi avete riconosciuta la legalità e la giustizia, ci ripugna poi di far vedere alla Russia la nostra bandiera sventolare sul Mediterraneo accanto alla vostra: Ebbene (ha egli replicato) io convengo che è cosa difficile di mantenere stretta' mente la neutralità, conte è sempre difficile di mantenere in equilibrio una cosa la quale ora sHnclina da un lato ed ora dall'altro. Ma per amar di Dio! dite al vostro Governo che se qualche volta deve inclinarsi da una parte che avvenga piuttosto dalla parte nostra che dal lato della Russia. Allora cedendo un poco all'impeto naturale del mio carattere confesso a V. E. di avergli detto, non so con quanta prudenza, le seguenti parole: E voi, volete che il Re calpesti ad un tratto tutti i sentimenti di amicizia e di ammirazione che ha sempre nudrili per Plm-perator delle Russie, tutta la riconoscenza che gli professa de* servizi da lui resi all'Europa, tutte le rimembranze di un'amichevole ospitalità. Se un tal sagri-Jizio non si può pretendere da un semplice gentiluomo, molta meno si deve pre­tendere da un Re! Sentite, in questo momento non vi parlo più come Incaricato d'Affari della Corte di Napoli, ma come Winspeare: ebbene francamente vi dico che avrei preferito che ci aveste forzati a scegliere tra voi e la Russia. Il Re allora avrebbe consultato le sue simpatie ed i suoi interessi, si sarebbe deciso, ed ora avremmo un amico di fianco ed un nemico di fronte, mentre son certo che disgraziatamente nella via da noi intrapresa nelle migliori intenzioni finiremo per farci tutti nemici perchè saremo malignati da tutti. A questa mia rimo­stranza forse troppo viva ha egli replicato : A noi certamente avrebbe fatto gran piacere di vedervi con noi, ma noi abbiamo voluto rispettare la vostra indipen­denza ed il diritto che avevate, come ogni altro, di dichiararvi neutrali in questa guerra. Vi ripeto, però, ciò che vi ho già detto, cioè che se dovete necessariamente pendere da una delle due parti, questo sia dalla parte nostra perchè francamente parlando noi non potremmo tollerare il contrario! D'altronde il consiglio che vi do non ripugna né alla coscienza del vostro Governo né ai suoi veri interessi. Non ripugna alla sua coscienza perchè io ho letto ed ho fatto copiare una corri-spondenza coi nostri Agenti in Napoli nella quale si riferivano le conversazioni tenute col vostro Re sul proposito di questa guerra. È impossibile di esporre il buon diritto della Francia con maggiore chiarezza, con maggior forza e con mag­gior precisione che non lo ha fatto il Re di Napoli in queste conversazioni. Io per me non saprei certamente farlo meglio, e, ripeto, che mi son fatti copiare questi dispacci! Dunque non ripugna al giudizio né alla coscienza del Re di pendere dalla parte nostra. Non ripugna neanche a' veri interessi del Regno delle Due Sicilie, che certamente il vostro Re prende in considerazione, perchè dalla Russia non avete a temere niun male, ed è pena perduta di sperarne alcun bene; laddove dalla Francia e dalla Inghilterra avete tutta a temere e tutta a spe­rare! E chi sa che non sia per arrivare un giorno in cui non sarete dispiaciuti di ricevere il soccorso della Francia e di veder combattere i nostri soldati insieme a* vostri. Ebbene se vi sarete dimostrati ostili a noi, se avrete avuta tanta ripu­gnanza a mostrare (come voi avete detto) la nostra bandiera affiancata dalla vostra, forse ci dimanderete invano il nostro aiuto perchè allora non saremo disposti a darcelo. ''
1) Dispaccio del Winspeare al Cnrnfn, Parigi, 10 luglio 1854.