Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno
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1955
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pagina
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607
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e corte della Legazione napoletana a Parigi 607
Le parole del ministro francese erano abbastanza chiare, ma il Winspcare, dopo essersi consultato coll'Hiibucr, ! volle conoscere l'opinioni degli ambienti più vicini all'Imperatore, e si recò a far visita al Walewski, il quale, essendo ambasciatore francese a Londra, avrebbe potuto illuminarlo sulle effettive intenzioni del governo inglese: ecco il testo integrale della lettera al Carafa:
Pregiatissimo Signor Cavaliere, Mi permetto dare aUa mia presente lettera la forma particolare ed amichevole lasciando alla nota lealtà de* sentimenti ed alla prudenza del carattere di V. E. di farne l'uso che stimerà migliore per C'interessi del Re. Il conte Walewski, che vidi ieri, come ne scrivo oggi stesso officiminiente, mi parlò in tali sensi da non farmi più dubitare del cangiamento di disposizioni di questo Governo a nostro riguardo, e della possibilità di gualche dimostrazione violenta che un giorno o r altro potrebbe venir fatta contro il Real, Governo dall'Inghilterra: dimostrazione che non solo non sarebbe pia bilanciata dalVazione amichevole della Francia, ma a cui questa forse si assoderebbe di buon grado, per vendicarsi dello spirito di ostilità contro gl'interessi occidentali da cui ostinatamente si pretende che noi siamo animati nella guerra presente. È inutile che io ripeta a V. E. tutti i ragionamenti che io posi in opera per difendere la politica del Re dalle accuse che ingiustamente si lanciano contro, e per far risalire C'origino a quella sistematica malignità che abbiamo sempre incontrala presso il Governo inglese. V. E. sa bene che i ragionamenti in polìtica sono buoni soltanto quando sono affiancati da un mezzo milione di soldati e da parecchi vascelli di linea! H Cte Walewski, mi ripetè costantemente che la nostra politica deve esser dettata dalla nostra posizione geografica, la quale ci mette in continuo contatto con la Francia e VInghilterra, e che rende la Russia quasi invisibile su la carta per la sua lontananza da noi. Disse che noi invece di seguire i dettami di questa sana politica avevamo adottato il sistema di menare in lungo qualunque piccolo affare avevamo a trattare con VInghilterra, invece
Idi togliere prontamente ogni pretesto a doglianze e ad accuse; di aggravar la mano sopra i condannati politici e sopra le misure di Polizia, quando essa ci richiedeva di mostrarci meno severi, di apporre il silenzio o la negativa a tutte le sue dimande, tenendo forse in maggior conto lo stretto nostro diritto che non il nostro interesse in tal modo di farcene una nemica accanita invece di operare a poco a poco la nostra riconciliazione. Egli convenne con me che Lord Palmerston era animato da antico rancore contro la Corte di Napoli; ma mi assicurò che né Lord Granville né Lord Clarendon, i quali gli son succeduti al Ministero, vi erano giunti ispirali da sfavorevoli prevenzioni, e che ciò non pertanto Lord Clarendon aveva, non ha guari, conchiusa una discussione col Principe di Carini dicendo : Maintenant nous ne parlerons plus, nous agirons ...// Passando poi ad esaminare i nostri rapporti con la Francia mi disse che la nostra politica Morso questo Governo imperiale, non erano punto migliore di quella da noi serbata con PInghilterra, poiché nel corso di questa guerra di Oriento avevamo fatto tutto il possibile per alienarci Vaffezione e le buone disposizioni che la Francia
1)11 rappreseli tu ntc austriaco a Parigi disse al Winspcare: Vous sa ve/, tris bien que les flotteéaont dans la Mediterranée et elle pouvent vous taire bcaucoup de mal. Je ne dia pus aii'elles voua en feront mais elles penvent vous en faire. Dispaccio del Winspcare al Carafa, Parigi, 13 luglio 1854.