Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno
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1955
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pagina
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608
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Salvo Maste.lUmp
aveva per noi in conseguenza del modo in cui il Re si era dimostrato da principio verso VImperatore. Adesso, egli disse* voi avete mutato procedere a nostro riguardo e voi non volete cessare dal vostro sistema di ostilità perpetua verso l'Inghilterra: noi siamo dunque giunti al punto di dovervi dimandare se non avevamo in Napoli un ennemi déguisé/ Voi sapete quel che è costato alla Grecia il voler dimostrare le sue simpatie alla Russia! Ebbene Napoli è ben diversamente importante per noi che non è la Grecia! E non avremo neanche bisogno di mischiarcene, ci basterà lasciar fare all'Inghilterra la quale saprà bene quel che dovrà fare! Allora cosa farete voi... ? Dovrete cedere ... ? Non vai meglio dunque prevenire questa catastrofe? Avendo io dimandato al Conte Walewski in che consistono queste pretese simpatie del nostro Governo per la Russia In tutto (egli mi rispose) nel linguaggio delle persone che avvicinano il Re, nell'attitudine dei Giornali, i quali si sa bene che dipendono dal Governo, in tutte queste piccole misure che ogni giorno si adottano contro gl'interessi della Francia e dell'Inghilterra! Noi non vi domandiamo punto (continuò egli) di darci i vostri soldati. Ci basta che state come il Piemonte, col quale ci troviamo in perfetta armonia. Siate neutrali quanto volete non intervenendo attivamente nella guerra, ma siate nostri amici e disposti a favorirci sempre che Voccasione se ne presenta e senza che questo possa minimamente compromettervi con la Russia. Questa lunga e penosa conversazione terminò con una conchiusione anche più dispiacevole per me che sono avvezzo a rispettare le persone onorate dotta fiducia del Re, e che certamente l'avrei taciuta se non credessi mio dovere di riferirle fedelmente tutto ciò che mi sembra degno della sua attenzione. Il conte Walewski dopo avermi fatte le più calde proteste della sua devozione pel Re, della sua riconoscenza per tutti i tratti di clemenza di cui S. M. lo aveva colmato durante il di lui soggiorno in Napoli, del vivo desiderio che avrebbe avuto di scrivere tutte queste cose alla M. S. se non glielo impedisse la sua posizione ufficiale, mi disse: Io sono convinto che se si dicessero al Re queste cose come io ve le dico, il Re con quell'alta intelligenza che lo distingue e di cui ha date tante prove vedrebbe bene che non può uscire dal cattivo passo in cui si trova se non mutando sistema, e che nessuno crederà che egli voglia realmente mutarlo se non cangia gli uomini che lo circondano, nei quali disgraziatamente adesso non si potrebbe più avere alcuna fiducia ! Perchè non prenderebbe per esempio Filangieri che gli ha date tante testimonianze di vero attaccamento, e di cui il nome è conosciuto e stimato da tutti ? Non potete immaginarvi una volta che si disse in Inghilterra che Filangieri sarebbe stato nominato Presidente del Consiglio, quaVejfetto produsse questa notizia e come Lord Clarendon mi promise di metter da banda qualunque ruggine, qualunque livore, qualunque reminiscenza del passato, per dimostrare a questo nuovo Ministro tutta la sua simpatia e dargli tutto l'appoggio che potrebbe essergli necessario ! Basterebbe una di queste nomine, basterebbe un poco meno di severità nella Polizia preventiva (specialmente riguardo ai forestieri) e qualche opportuna liberazione di detenuti politici per far cessare tutto quésto mal'umore dell'Inghilterra ! Basterebbe poi (per togliere ogni pretesto di simpatia verso la Russia) un poco più di benevolenza verso le Potenze occidentali nelle circostanze presenti, in maniera da non prendere niuna misura che possa offenderle ne' loro interessi, senza prima spiegarne ed intendersela amichevolmente co' loro Rappresentanti. Non aggiungo tutti gli argomenti di cui mi servii per combattere le diverse proposizioni del conte Walewski; altrimenti la mia lettera non avrebbe mai fine, ed io abuserei della pazienza di V. E. Le dirò