Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno
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1955
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pagina
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609
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/.<* varie della Legazione napoletana a Parigi 609
soltanto che non ne lasciai alcuna senza risposta, ma sventuratamente come Le ho già detto, le nostre risposte peccano sempre, se non di debolezza logica, almeno di debolezza fisica, e Walewsìà mi rispondeva costantemente: E se poi vi forzano ? Dovrete allora reculcr et ceder... ? Non vai meglio dunque prevenire il pericolo anzi che umiliarsi dopo ... Questa frase troppo spesso ripetuta, dopo i consigli del Barone Hubner e dopo il lungo discorso tenuto con Drouyn de Lhuys mi dettò amare riflessioni su la possibilità di qualche prossimo ed imponente pericolo e però mi son determinato ad informarla confidenzialmente di tutti i particolari di quest'ultima conversazione. *)
Agli occhi di Winspeare la posizione politica del regno delle Dne Sicilie sembrava precaria tanto più che gli esuli si agitavano sperando di realizzare i loro piani: il diplomatico napoletano si sforzò di conoscere questi piani, ed il 22 luglio informò il suo governo circa le tendenze dell'emigrazione italiana. 2) Ma il governo napoletano non voleva sentir parlare né di modificare la politica estera né di modificare la politica interna. H Winspeare ebbe l'impressione che il proprio governo fosse mal consigliato dal Carini da Londra: questo diplomatico che nou aveva nessuna intelligenza politica, come aveva dato prova in tutte le missioni affidategli, era convinto che la Francia non avrebbe permesso un'azione inglese contro il regno delle Due Sicilie; allora il Winspeare si sentì obbligato a disilludere il Cara fa e gli scrisse: Io debbo far notare alla E. V. che siccome in politica generalmente non si ammettono né simpatia, né riconoscenza, né memoria del passato, cosi non credo che ove l'Inghilterra perseverasse nel suo sistema di ostilità contro noi, la Francia possa o voglia sacrificare la sua alleanza con quella Potenza all'amicizia che ancora ci dimostra. "
Il ritorno a Parigi dell'Antonini troncò il colloquio; infatti, l'ambasciatore, piuttosto che additare al proprio governo i pericoli ai quali si esponeva, preferì limitarsi al suo compito di osservatore, e continuò a sovvenzionare Jules Gondon nella speranza che gli articoli pubblicati neh" Univers potessero influenzare favorevolmente l'opinione pubblica francese. *) Vero
1) Lettera particolare riservata del Winspeare al Carafa, Parigi, 13 loglio 1854. Più o meno le stesse cose aveva dette il Walcwski al Carini dopo il colloquio tempestoso di quest'ultimo con lord Clarendon. Riscrvatissiraa del Carini al Carafa, Londra, 2 luglio, Londra, 3 luglio 1854.
*) Dispaccio del Winspeare al Carafa, Parigi, 26 luglio 1854. Queste informazioni gli furono fornite da Plutarco Rizzi, 24 loglio 1854 (Parigi): Vista la difficoltà di poter formare una sola nazione di tutti gli Stati d'Italia OD altro piano sembra all'emigrazione più facile a realizzarsi in seguito di ono sconvolgimento generale in Europa. Della penisola si formerebbero tre Stati, del Nord, del Centro e del Mezzogiorno. La parte settentrionale verrebbe composta del Piemonte e del LombardoVeneto alla coi testa starebbe il Re di Sardegna. La parte centrale sarebbe formata dalla Toscana, da* Ducati e le Legazioni. Uh principe della Casa d'Inghilterra ne sarebbe il Sovrano. Quella meridionale poi si comporrebbe delle Dos Sicilie e delle Marche. Su questo Trono salirebbe un Principe della casa Bonnparie (forse Morat). L'Austria verebbe (sic) compensata con altre concessioni territoriali.
3) Dispaccio del Winspeare al Carafa, Parigi, 5 agosto 1854.
*) Vedere gli articoli pubblicati nell'L/nìt/ors del 7 gennaio 1854, del 1 maggio 1854 e del 5 settembre 1854. Nel nomerò del 3 aprilo 1853, il Journal dea Dtibats aveva lanciato delle accuse contro 1 governo napoletano. A piente accuse aveva risposto il principe di Satriano da Palermo con una lettera che era stata pubblicata in Lo CmulUuliomusl del 26 aprile 1853 con la falsa firma di Pierre Caldaretro da Palermo. Noi nomerò del 9 giugno 1853 dello stesso giornale fu inserito on articolo in ordine alle spese erogate dal Real Governo per opere pubbliche nel decorso anno 1852.