Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
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1955
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Salvo Mastellono
è che l'Antonini non credeva all'intesa franco-inglese e indirettamente incoraggiava il suo governo a resistere alle pressioni delle due potenze marittime: Certamente la Francia è ora alleata e bene unita aWInghilterra, ma lo è per un oggetto definito e conservatore, quaVè il sostegno dell'indi pendenza della Porta e il mantenimento de? trattati, ma non sarà mai unita all''Inghilterra per un oggetto rivoluzionario., e specialmente per isconvolgere Vltalia se le due Potenze marittime restano unite ali1 Austria. UImperatore Napoleone sa benissimo che la rivoluzione può ancora fare molto danno alla Francia ed il profitto saria tutto per la sua vicina insulare.]) Il Carafa, di risposta, interpretando queste osservazioni dell'Antonini come una prova della scarsa solidarietà francoinglese, ripeteva che il governo napoletano voleva serbare con tutte le Potenze i rapporti della migliore intelligenza basata sui principi di simpatia, di cortesia e di cordialità, ma aggiungeva: Queste benevoli disposizioni del Real Governo non debbono confondersi con la decisa sua volontà di non riconoscere in alcuno il diritto di dar consigli e suggerimenti su ciò che riguarda la interna amministrazione dei suoi Stati. 2)
Nell'autunno del '54 l'Austria sembrò cedere alle pressioni franco-inglesi per mettere fine alla politica espansionistica della Russia. Uomini come il Radetzky criticarono questo atteggiamento del governo di Vienna, ma sia il Bach presidente del consiglio, sia il Buoi ministro degli esteri, pensarono che era giunto il momento di minacciare la Russia per obbligarla a desistere dalle sue ambizioni balcaniche. Si giunse agli accordi del 2 dicembre 1854 che se da una parte lasciarono intravvedere la possibilità di una collaborazione austriaca a fianco della Francia e dell'Inghilterra, dall'altra parte permisero all'Austria (art. 2) l'occupazione dei principati della Moldavia e della Valacchia. Questo accordo rese vano un tentativo di mediazione dell'Antonini. Gli è che il Nesselrode fece delle aperture al rappresentante napoletano presso la corte dello Zar, il cav. Regina, e questi inviò un rapporto riservatissimo all'ambasciatore delle Due Sicilie a Parigi. L'Antonini incontrò il Drouyn de Lhuys il 28 novembre, ossia mentre le conversazioni francoaustriache erano nella loro fase conclusiva; ne ebbe perciò un netto rifiuto: Nous n'avons pas de propositions à fair e à la Russie. Si Elle nous fera des propositions claires nettes et sans arrìère pensée, nous sommes prèts à les accepter: Nous les voulons nettes et complèles pour évi ter les interpretati ons qu'en torturant le sens en detrai' sent l'objet, comme il nous est arrivò pour la note de Vienne. Nous ne sommes pas seuls en guerre avec la Russie, mais nous sommes trois. Cest-àdire la France, PAngleterre et la Turquie. Cest dono à toutes les trois quo la Russie doit faire des propositions. S,adressant uniquement à la France, nous devons regarder cotte ouverture officieuse comme la répétition de ce que la Russie a tenie autrefois pour la désunir de VAngleterre.3) Il Nesselrode incassò il colpo, e così si espresse col cav. Regina: Il vaut mieux laisser tomber la chose et atten-dons ce que l'on va faire à Vienne . *)
Il progressivo ravvicinamento francoaustriaco, che poggiava sulla esplicita promessa fatta dalla Francia di adoperarsi per conservare le
i) Dispaccio dell'Antonini ni Carafa, Parigi, 3 ottobre 1854.
2) Dispaccio del Carafa nll'Antonini, Napoli, 21 ottobre 1854.
3) Lettera dell'Antonini al cav. Reginn. Parigi, 28 novembre 1854.
4) Lettera del cav. Regina all'Antonini, Pietroburgo, 26 dicembre 1854.