Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno <1955>   pagina <611>
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Le carte della Legazione napoletana a Parigi 611
divisioni territoriali, e la tranquillità in Italia , *) privava Napoli del suo sostegno tradizionale. Questo avvenimento avrebbe dovuto far riflettere il governo delle Due Sicilie sulle conseguenze di un atteggiamento passivo ed ostile. Inoltre il Cavour nel gennaio 1855 aveva trovato il modo come inter­venire direttamente nel conflitto per trovarsi a fianco delle grandi potenze al momento della pace. Ferdinando II, invece, senza comprendere la necessità delixnomento, diminuisce le truppe per evitare richieste di collaborazione e disarma il naviglio napoletano; concede la massima onorificenza locale al­l'Inviato Russo, e soprattutto malgrado il prevedibile ottimo raccolto, ritarda con gran malcontento dei proprietari e commercianti locali ogni permesso di esportazione di cereali, cosa che stava massimamente a cuore alle Potenze Occidentali. Nell'aprile del 1855 viene ratificata l'accessione al Trattato russo-americano, il quale stabiliva che le mercanzie provenienti da paesi in stato di guerra non potevano essere oggetto di cattura a bordo di basti­menti neutrali. 2) Si susseguono, poi, l'incidente Fagan e l'incidente della corvetta Gorgone. Con tutto ciò il governo delle Due Sicilie aveva ancora la porta aperta per accostarsi alla Francia e all'Inghilterra: i bersaglieri di La Marmora si erano distinti il 16 agosto 1855 alla Cernala, ma le potenze marittime avevano bisogno di grano ed il Walewski, nuovo ministro degli esteri, aveva detto all'Antonini il 9 settembre: Nous avons besoin de bló, si le Roi sans préjudice pour ses Etats ponvait nous en donner, il nous ren-drait mi grand service. 8) Ancora il 26 ottobre l'Antonini insistette, 4) ma il Caraf a rispose con un secco rifiuto. 5)
Ormai la guerra volgeva al suo termine: dopo la presa di Sebastopoli, Napoleone, deciso a porre fine al conflitto, fece annunciare la prossima visita a Parigi di Vittorio Emanuele H. Allora il governo austriaco si decise a indi­rizzare alla Russia un ultimatum. Un mese più tardi, il nuovo zar Alessandro U accettò i quattro punti.
Una volta raggiunta la pace, la Francia e l'Inghilterra cercarono di umiliare il sovrano meridionale che aveva assunto un atteggiamento non certo favorevole durante il corso della guerra. A parte le severe parole pro­nunciate dal Cavour nella seduta dell'8 aprile 1856 durante il congresso di Parigi, furono consegnate rispettivamente dal Tempie da parte del Clarendon e dal Brenier da parte del Walewski due note per ottenere delle riforme am­ministrative e politiche e una maggiore indulgenza poliziesca nel regno delle Due Sicilie. Il Carafa, avendo rilevato che le due comunicazioni erano diffe­renti nella forma, non diede ad esse grande importanza, anzi, senza voler ammettere che il proprio governo aveva sbagliato politica, rispose che nessun governo aveva il diritto di ingerirsi nell'interna amministrazione di un altro stato. e) Ma i due governi alleati, che avevano vinto la guerra, non digeri­rono la irritante risposta napoletana, tanto che il 16 agosto 1856 l'Antonini
1') Dispaccio dell'Antonini al Cnrnfa, Parigi, 27 dicembre. 1854.
2) CARLO BAWI DI VESME, // regno dotti/ Due Sicilie durante la guerra di Crimea nei docu­menti diplomatici francesi, in Rassegna storica del Risorgimento, 1952, p, 104. 3} Dispaccio dell'Antonini al Carafa, Parigi, 9 settembre 1855. *) Dispaccio dell'Antonini al Carafa, Parigi. 26 ottobre. 1855.
5) Dispaccio del Carafa all'Antonini, Napoli, 9 novembre. 1855.
6) Nota del Carafa all'Antonini, Napoli, 30 giugno 1856.