Rassegna storica del Risorgimento

1850 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; COCHRANE ALEXANDER BAILLIE
anno <1955>   pagina <614>
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614 Nunzio Coppola
dell'impiego, molte altre inesattezze ed omissioni il segugio commette per scarsa facoltà di intendere e grossolana maniera di esprimersi. È da ritenere che il funzionario di polizia destinato dal ministro Fortunato ad accompa­gnare il visitatore, ') riserbasse a sé il compito di far da guida ed assegnasse a un suo subalterno quello di riferire intorno alla visita. Il segugio infatti, nel suo rapporto, non solo inverte inesplicabilmente l'ordine delle prigioni visitate, ma è anche monco e reticente nel riferire le cose dall'altro dette e osservate. Ignora o forse non sa ripetere il nome forestiero del visitatore, che pure era noto in città, designandolo genericamente come Personaggio Distinto. E lo scopo della visita dice di averlo arguito dalle domande che da lui senti rivolgere ai prigionieri; ma tiene a ostentare il suo zelo nel correggere presunte informazioni inesatte, per farsene merito presso i superiori.
Ma diamo integralmente il documento come ci è dato di riportarlo. Non avendo potuto vedere l'originale, dalla sua forma ci pare più un appunto frettolosamente vergato per uso del superiore, che la minuta della copia inviata al re, cui era destinato.
MEMORANDUM f. per S. M, - Il di 22 Marzo 1850.
Il Personaggio distìnto, che desiderava visitare le prigioni di questa Capitale si è recato in Castel Capuano, quindi in Santa Maria Apparente.
Si nell'una come nell'altra prigione, ha chiesto di conoscere il modo di vitti-fazione ed il numero dei detenuti, tanto per rei comuni, quanto per imputati politici, ed essendoglisi designata la cifra di questi ultimi, che non oltrepassava i 614, compresi coloro che sono venuti dalle Provincie, il medesimo è rimasto sorpreso, essendo nella prevenzione che molte migliaia se ne raccoglievano in quei locali. Pare che il principale oggetto della visita del detto Personaggio sia stato quello di verificare il numero ed il modo come si tenevano li detti carcerati politici, non essendosi incaricato di altro che di domandare a taluni di essi il motivo del­l'arresto e da quanto tempo si rat trovavano in prigione.
Ciò che spesso rimarcava era che gl'imputati politici venivano confusi con de­linquenti comuni giudicabili o condannati. Non si è mancato però di fargli notare che le persone più distinte occupavano tutte le stanze divise dal corridoio, ed essen­do queste tutte ripiene per le circostanze attuali, così l'esuberante numero avea pro­dotto la confusione con gli altri. In Castel Capuano, ha voluto visitare una stanza dove si ritrovano il signor Poerio e li signori CesareBraico,2) Michele Persico,3)
1) Il -visitatore dice che il ministro Fortunato delegò ad accompagnarlo il Direttore di Polizia. Ma è da ritenere che non si debba intendere fosse il Peccbeneda, ebo cosi veniva de­signato; ma uno dei commissari a disposizione della presidenza dei ministri.
2) Cesare Braico, da Brindisi (1822-1887), medico, dimorante in Napoli. Coinvolto nel processo dei Quarantadue, e condannato condivise le sorti della prigionia e della liberazione col Poerio, che Io aveva in grande stima. Prese parte come volontario alla guerra del '59, e alla spedizione garibaldina in Sicilia, e in fine alla guerra del '66. Fu anche deputato al parla mento, sedendo al centro. Mori pazzo al manicomio della Lungara in Roma.
3) Michele Persico era un commerciante intelligente ed accorto, che, viaggiando sotto l'ap­parenza dei propri all'ari, rese molti e utili servigi alla causa liberale, facendo da tramite fra 1 comitati della provincia e i dirìgenti della capitale. Fu perciò tenuto in molta considerazione anche da uomini di elevato grado sociale e culturale. Fu molto caro al Poerio e alla Bua famiglia. Accusato di far parte del comitato centrale della Betta dell'Unità Italiana, si difese negando il fatto e adducendo di essere ut miei tempo all'estero. Fu assolto con la formula del non consto.