Rassegna storica del Risorgimento

1850 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; COCHRANE ALEXANDER BAILLIE
anno <1955>   pagina <615>
immagine non disponibile

Visita di un personaggio distinto, ecc. 615
il Livornese Giovanni Cerino, J> ed altri. Con ciascuno di questi si è tratte­nuto brevemente a discorrere.
Il Signor Poerio, però, con idioma francese non ha mancato di esporgli di essere egli stato due volte Deputato al Parlamento, e di aver fatto parte del Mini­stero, e che trovandosi ora imputalo di cospirazione dopo il 15 Maggio, doveva essere giudicato dalla Camera dei Pari, giusta la Costituzione data dal Sovrano; ma che disgraziatamente di 42 individui che appartenevano alla di lui Causa, già 40 erano stati condannati e morte, 2) falsità questa che non si è mancato di far rimarcare air indicato Personaggio, attesoché di questa Causa non erasi ancora cominciata la pubblica discussione. Questi osservando la incoerenza del discorso di Poerio, in brevi accenti ha detto: Ma la Causa non si è fatta ancora! Io ho inteso che sarà pubblica. Di più ha manifestato il signor Poerio che il Governo aveva fatto arrestare due loro difensori il giorno precedente a quello in cui si doveva proporre la Causa,3) nonché li Tipografi che avevano stampato Usuo Atto di Difesa. *) Di tale Atto e di altre Difese ha egli presentato copia al lodato Perso­naggio, asserendo che essi dovevano necessariamente essere sacrificati, attesoché li giudici non erano liberi nel pronunziare i loro voti, per non incorrere nel disfa­vore del governo ed essere destituiti.
Il Personaggio in parola ha chiesto in seguito di vedere il Carcere del Po­polo e, precisamente, il sito ove si trovano i cinque condannati per la Causa di Gragnano, li quali ha trovati confusi con gli altri detenuti, ed a costoro ha chiesto la causa per la quale avevano riportato la loro condanna; e tanto questi quanto altri han manifestato di non conoscere affatto perché fossero in prigione.
In Santa Maria Apparente, poi, il precitato Personaggio ha interrogato il detenuto per reato politico, D. Luigi Parisi; e questi gli ha detto di tro­varsi in carcere da circa sei mesi e la di lui imputazione era quella del 14
1) Di questo livornese, che, come apprendiamo dalla lettera del Poerio, era in carcere da 15 mesi e si lamentava di essere stato trascurato dalle autorità consolari del suo paese, non ho trovato particolari notìzie da dare.
2) Qui non si sa se sia stata la stupidità o il servilismo a suggerire al segugio questa inven­zione. Il Poerio ben sapeva con chi parlava; ed era tal uomo, che non si sarebbe indotto mai a pronunziare una siffatta menzogna, che avrebbe potuto essere immediatamente confutata. Il processo dei Quarantadue era unico e solidale, e tuttora in istruttoria. Il pubblico dibat­timento comincerà fra due mesi, il 1 giugno.
3) Altra grossolana inesattezza. Non il giorno precedente quello in cui si doveva proporre la causa, né tutti e due i difensori furono arrestati. Si tratta degli avvocati Gennaro de Filippo e Giacomo Tofano, che nel gennaio avevano sostenuto le ragioni del Poerio e di altri undici coaccusati nel giudizio di ricusa verso il presidente della G. Corte Speciale, Domenicantonio Navarra, ritenuto giudice e parte in quel processo. Ma, rigettato il ricorso dalla G. Corte e dallo Corte Suprema, i ricorrenti e i loro avvocati furono, secondo la procedura, multati. Alla multa segui, per i due difensori, il mandato di arresto; ma esso, il 10 febbraio, sorprese soltanto il Tofano, che l'altro riuscì a espatriare. Il Tofano, dopo due anni di carcere, fu per disposizione di Polizia inviato in esilio.
*) Neanche qui il segugio è esatto. Egli equivoca o col tipografo che stampò clandestina-mente la Difesa del Settembrini, e che non fu mai scoperto; oppure col tipografo Gaetano Homeo, arrestato e sottoposto all'accusa di aver stampato i proclami incendiari del settembre del '49 e partecipalo alla setta, per cui fu condannato a 24 anni di ferri. Invece per la stampa degli opuscoli difensivi del Poerio non vi furono né arresti né persecuzioni. Essi erano, il Costi­tuto deU'8 febbraio e il Ricorso per annullamento prodotto nel giudizio di competenza del 5 marzo 1850, e forse anche la difesa scritta dal Tofano col titolo: Per Carlo Poerio nel giudizio di ricuso, del gennaio dello stesso anno, lutti pubblicamente stampati e largamente diffusi anche all'estero; e sono quelli offerti al visitatore.