Rassegna storica del Risorgimento

1850 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; COCHRANE ALEXANDER BAILLIE
anno <1955>   pagina <623>
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Visita di un personaggio distìnto , ecc. 623
descrizione, che il deputato tory fa di quell'orrido ricettacolo di nequizie di miserie di brutture, non lascia indifferenti, ora, neppure noi, che, durante 3 periodo della beluinità trionfante, abbiamo visto o saputo orrori di prigioni ben più orribili e infami. E non toglie, anzi aggiunge più d'una pennellata al quadro che ce ne lasciarono alcuni dei miseri costretti a languirvi per mesi, quali il Settembrini ed il Nisco, fra gli altri. Nel medesimo stato di bestiale sudiciume trovò quelle stanze, e nella medesima promiscuità vide in essa i prigionieri, alcuni mesi dopo, anche il Cladstone.
Neanche qui il nostro visitatore fa il nome di alcun prigioniero. Accenna soltanto genericamente alla dolorosa impressione provata nel vedere genti­luomini di elevata educazione, costretti a mescolarsi colla peggiore feccia delle galere. Uomini, che un tempo avevano retto i destini del paese ed erano stati onorati della confidenza del Re, addensati in dieci o dodici per camera insieme con la più sozza ciurma di vagabondi e di scellerati. E tra quei galantuomini, con altre spiccate personalità del foro della magistratura dell'insegnamento, v'era anche un ex ministro del Re: quel Carlo Poerio, ch'egli non nomina e col quale appunto s'intrattenne a discorrere più a lungo, senza però darci nessuno dei particolari narrati dal poliziotto di scorta né di quelli che saranno esposti dallo stesso Poerio. Quel che più impressiona il nostro visitatore e gli dà senso di ribrezzo e persino di terrore, è la massa dei carcerati petulante e invadente che, al vederlo, è come presa da una improvvisa esaltazione di spe­ranze e di lusinghe e gli si stringe addosso per averne assicurazioni e promesse, se non di liberazione, almeno di miglioramenti e di sollievo; e quando alla fine quegli sventurati si persuadono che nulla di ciò egli può dare né promet­tere, il rammarico e il disappunto che si riflettono nei loro sguardi son tali da muoverlo a compassione. Poi chiede di visitare il piano sotterraneo, quello che 21 Memorandum indica come il carcere del popolo. E qui, per descriverne gli orrori, dice che avrebbe bisogno della fantasia di Dante; l> ed afferma, che se avesse visitato prima quei sotterranei, avrebbe trovato perfino confor­tevoli le camere del piano superiore. Vi albergava, egli dice, il vizio in tutta la sua degradazione e il suo orrore; la vita umana, che in una tomba di vivi assiste al suo graduale disfacimento. Aggiunge inoltre di aver parlato con un vecchio recluso li da venticinque anni e si mostra sorpreso come avesse potuto durare tanto tempo in un tal luogo ! senza che fosse stato mai giu­dicato; e di ciò nessuno dei custodi né della scorta seppe dirgli la ragione.
Dopo la visita degli orrori, volle, come al solito, esaminare il registro carcerario e le liste dell'ospedale, e, fatto il computo, trovò che tutti i prigio­nieri politici della capitale ammontavano a seicentoquattordici, non uno di più: la cifra esatta notata dal poliziotto! Tuttavia le miserande condizioni in cui li aveva trovati gli fecero nascere il proposito di recar loro qualche
1) The moment the last gate was unbarrcd, we foond ouxselves in a place which it woult requiro the imagination of a Dante to paini. I conici understand, that if this had becn visited first, I abould bove considered the upper floor a comfortable residence. Some wcre lying on the floor, oihers crowded togetber on the miserable truckle beds, bowling and Blaspheming, and evideatly always addresscd and trcatcd ne brute. Some bad climbcd up to the open bare, and were jecring at the people in the Street. It was vice in ali its degradation and horror; human life in a living tomi), assisting at the spectade of its own decay, its own rottcnness. The atmosphere was thiok a a London fog, farai the horrible cxhalations. ecc. Op. cft. pag. 271 seg.