Rassegna storica del Risorgimento

1850 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; COCHRANE ALEXANDER BAILLIE
anno <1955>   pagina <624>
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624 Nunzio Coppola
sollievo. Ma come ? Far giungere una sua richiesta alle orecchie del Re ? E in che modo ?
Escluse che, a tale scopo, potesse servirsi della mediazione dell'incaricato d'affari britannico a Napoli, sìr Tempie; giacche l'intervento di lui, fratello di lord Palmerston, sarebbe stato sospettato come suggerito da Downing Street, che si sapeva avverso alla Corte napoletana. Non ritenne opportuno farne parola al ministro Fortunato, non essendo sicuro che costui avrebbe saputo riferire al Re integralmente e con la medesima efficacia le cose da lui viste. Non restava, quindi, che scegliere la via diretta. A questo punto giunse a proposito l'invito d'una visita al Re. E l'indomani stesso si recò a Caserta.
Ammesso alla presenza del sovrano, la prima cosa che gli disse fu: di aver scoperto la iniquità delle accuse, che a lui si movevano: di tener, cioè, rinchiuso nelle prigioni un numero enorme di politici, avendone egli trovati soltanto sei* centoquattordici. Ma, aggiunse subito, tutti i seicentoquattordici sono di trop­po! Come mai? gli osservò il Re se non vi è stata nessuna esecu­zione per reati politici?E l'interlocutore replicò: che per alcuni di quei pri­gionieri, il carcere era pena assai più grave della morte; e che, comunque, lo sta­to delle prigioni e la promiscuità in cui vi erano i detenuti non potevano in nessun modo essere giustificati. E perciò Io esorta che, com'era stato il primo sovrano europeo ad arrestare il moto repubblicano, sia così anche il primo a perdonare quegli eccessi. Giacché, aggiunge, il partito costituzionale europeo non ammette che si imprigionino uomini senza alcun pretesto di giudizio o su accuse infondate; ed è indegno di un governo avvalersi delle petizioni per cercar di abolire quella costituzione che il re aveva giurato di mantenere. A queste osservazioni, il Re rispose con la più grande nobiltà generosità e sensibilità di linguaggio. Spiegò che la promiscuità era dipesa dal fatto che fino al '48 non v'era stato nessun prigioniero politico [ma ciò non era esatto!], e che il governo non s'era posto mai una sì terribile necessità. Ad ogni modo riconobbe il male e promise di eliminarlo. Dichiarò altresì che era lontano dalle intenzioni del governo promuovere petizioni per abolire la costituzione; e lasciò sperare che fra breve sarebbe stata concessa una parziale amnistia per i reati politici. Alla fine il Cochrane chiese scusa della franchezza con la quale aveva parlato; ma il re si dichiarò lietissimo di aver ascoltato la verità. Io desidero ascoltarlaaggiunse perchè nessuno è più ansioso di me di operare secondo giustizia. Io sono stato vergognosamente accusato e calun­niato assai ingiustamente; ma voi avete parlato a cuore aperto, coraggiosa­mente e nobilmente, ed io ve ne ringrazio.
Terminata così l'intervista col Re, il parlamentare inglese aggiunge che in pochi giorni se ne videro gli effetti in bene: con la operata separazione dei prigionieri politici dai comuni, con la scarcerazione di alcuni di quelli e con un ordine del governo contro la raccolta delle petizioni per l'abolizione della costituzione. Queste notizie, però, lo dovettero raggiungere per istrada;
X) Per cj.ncsi.'ijllimii asserzione, il Cochrane HI esprime propriamente COBÌ: An aritele oppeared, by government au thority, Beverly blamiiig the pjstàtionB wlvich were signing against the consti tution; - e si riferisce quasi certamente al citato articolo di fondo del Ttmpo del giorno 28 marzo, confermandone cosi la ispirazione governativa. Ma esso, come s'è visto dal breve riassunto datone, conteneva tulfaltro che un severo biasimo contro le peti­zioni.