Rassegna storica del Risorgimento
1850 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; COCHRANE ALEXANDER BAILLIE
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1955
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625
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Visita di un personaggio distinto , ecc. 625
giacché il nostro visitatore, il giorno successivo a quel colloquio, come s*è detto, era già sulla via del ritorno. Ma, in effetto, esse non rispondevano affatto, o solo in minima parte, alla verità. Tuttavia, lo scrittore onestamente afferma, che in patria, poi, lo raggiunse ì notizia, di fatto vera, di maggiori inasprimenti verso i prigionieri politici e le loro famiglie, e della virtuale abolizione della costituzione. Ma, concludendo il suo scritto, egli non sa astenersi dal deplorare le esagerazioni delle opposte opinioni correnti in Napoli. La verità, egli afferma, sta fra i due estremi. Il governo non è così cattivo come è stato descritto; il numero dei prigionieri e lo stato di paura, in cui alcune persone pretendono di vivere, sono del tutto ridicoli. Ma d'altra parte è impossibile negare che siano state grossolanamente violate le principali norme di giustizia; e che il medesimo potere [assoluto], il quale quando è esercitato da un uomo probo può non produrre grandi mali, diventa un terribile strumento nelle mani di un tiranno senza scrupoli. Ma quel che egli loda senza riserve è il Re, nelle cui virtù ripone grande fiducia. Questi potrebbe anche essere mal consigliato dai suoi ministri, giustificando così le gravi- accuse mosse contro di lui; ma è quasi impossibile immaginare che un uomo, che aveva parlato con tanto ammirevole senno e convenienza, possa venir meno all'adempimento di quegli obblighi, che volontariamente s'era impegnato di adempiere.
In fine, il buon tory non si lascia sfuggire l'occasione di raccomandare al proprio ministro degli esteri di mostrarsi rispettoso della sovranità altrui nei paesi stranieri e di usare prudenza e moderazione di linguaggio verso il re di Napoli; e di non partire, nei rapporti con lui, dal negargli ogni buona qualità.
Era, questo, un modo di contrapporsi alla politica di Lord Palmerston, che il nostro fieramente avversava; e potè anche essere la morale del suo viaggio in Italia, come dimostrò in modo più chiaro l'anno successivo, alla Camera dei Comuni, durante la discussione sulla politica estera, ove difese con estrema vivacità i metodi dei governi borbonico ed austriaco in Italia: difesa, poi, che, ad onor del vero, gli costò, nelle elezioni generali del '52, il seggio parlamentare, dove gli elettori del suo collegio inviarono in sua vece un deputato liberale. Ma tutto ciò non riguarda il nostro assunto.
COLLOQUIO CON C. POEKIO
Chi, però, vide giusto in tutta questa faccenda, e versò un secchio d'acqua fredda sul bollore delle speranze sorte, nei prigionieri e nelle loro famiglie ed amici, dalla venuta in Napoli del parlamentare inglese,1) fu, insieme
Ji) Da parte sua il governo, per porre un freno al correre dette diverse voci e dare un chiarimento, si decise infitte a pubblicare una Bua versione intorno all'avvenuta visita, tacendo, poro il nome del visitatore, facendo inserire questo suo comunicato nel citato numero del Tt/mpàf sùbito dopo l'editoriule surriferito: -Pochi giorni fa, le prigioni sono state visitate dà un distìnto Inglese. Questo è bastato per far circolare nel pubblico moltissime assurde voci, Ci facciamo però a rischiarare questo fatto. Il parente di un nobile lord, capo del partito tory, avendo esternato al Presidente del Consiglio il desiderio di sapere se vi fossero in fatti migliate di prigionieri detenuti nelle prigioni, gli fu proposto di visitarlo egli stesso: no fece allora l'ispezione e potè convincersi ocularmente e da* registri delle carceri ohe lo cifre approssimative, che abbia m fornite nel giornale sul numero do* detenuti di Napoli, erano perfettamente esatto. Questo Inglese non ha voluto partirai da Napoli, senza umiliare al Sovrano l'omaggio del suo rispetto