Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; BIBLIOTECHE
anno <1918>   pagina <348>
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Mica istruzione, incoraggiati gli artisti, gli scienziati e i letterati, migliorata l'agricoltura, l'igiene pubblica, propagato l'innesto del vaiolo e prepararsi i primi lavori di statistica.
Siamo in un periodo di grande evoluzione in cui trovano sviluppo tutte le idee nuove, ma manca ancora quello spirito d'iniziativa, di indipendenza e d'opposizione cbe si maturerà in avvenire e creerà il malcontento fra il Governo e la Nazione, fra i nuovi sentimenti intro­dotti nella coscienza nazionale e l'odio contro lo straniero. Tali sen­timenti animeranno le due classi degli ufficiali e dei funzionari ma non avranno influenza sulla massa delia Nazione.
Non mancano gli italiani di aspirazioni nuove, manca loro la forza di volontà e il senso pratico necessario per farle trionfare. Le classi popolati vorrebbero che i francesi se ne andassero ma non fanno sforzi per cacciarli ; le classi elevate mirano all'indipendenza politica ma non fanno sacrifici per conseguirla ; i partiti avanzati ad estendere le frontiere ma senza affrontare le difficoltà dell'impresa. Questo con­trasto tra il sogno e la realtà dominerà 'ancora per un mezzo secolo tutta la vita pubblica italiana.
La proclamazione dell'Impero in Francia muta la Repubblica Ita­liana in Regno ed ecco elaborarsi un progetto di costituzione che garantisca l'indipendenza presente e futura del nostro paese. Durante la Repubblica noi avevamo subite trasformazioni materiali, sociali, po­litiche, amininistrative, morali ; ci eravamo avviati per una via larga di libertà e di riforme. Tali modificazioni sono esaltate nel libro del Pingaud ove rivive un'epoca grandiosa in cui le idee, non ancora chiare, vanno di giorno in giorno plasmandosi sempre più e assu­mendo forma concreta. Il fondatore della Cisalpina, dando vita con atto sovrano della sua volontà a uno Stato indipendente e costitu­zionale, faceva per la prima volta una realtà del nome d'Italia, abi­tuava gli amministratori ad assumere lo spirito nazionale, creava nuove classi e nuovi interessi rendendo più difficile il ritorno all'an­tico regime.
L'importanza di questa politicasi vide chiara allorché scomparve il suo rappresentante; le innovazioni che parvero ai contemporanei Inutili divennero bisogni assoluti e alimentarono tutta la storia nostra della prima metà del secolo deciraonono intesa a ricercare e realiz­zare l'ideale politico che Napoleone solo in parte ci aveva svelato.
Chiude l'opera importantissima, armonica e completa un indice copioso di nomi, di luoghi e di persone che facilita in sommo grado la ricerca di quanto può interessare quel periodo che ha preparato il nostro riscatto e plasmato le coscienze, nuove,
ANGELO OTTOLINI.