Rassegna storica del Risorgimento
1850 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; COCHRANE ALEXANDER BAILLIE
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1955
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Visita di un personaggio distinto , ecc. 627
mezzo per il sicuro trionfo di quelle idee se non il sacrificio della propria libertà personale e della propria vita, se occorresse; pur forte della sua innocenza, lo affrontò e sostenne con piena consapevolezza e serena imperturbabilità, ino alla fine. Ma ascoltiamo ora la sua parola.
24 marzo 1850 )
Dalla Vicaria
Mio ottimo Amico,
Ieri era troppo tardi, e non potei rispondere immediatamente alla tua carissima. - Hpersonaggio di cui mi parli è Lord Baillie-Cochrane, membro della Camera de1 Comuni, e tory moderato. Pare che la sua missione, di accordo col governo fosse quella di verificare se effettivamente si commettessero in Napoli tutti gli orrori de1 quali parta la stampa. Così il Ministero spera, mediante Voculare ispezione per parte di un tory, che questo partito voglia ritrarsi da quel Vaperta protezione spiegata a favore del governo di Napoli. Ceno si è che, verificata la cosa, è impossibile che quel partito non abbandoni il patrocinio di sì trista causa. Or ecco il genuino racconto detta sua visita alla Vicaria. La sua venuta fu improvvisa: il tempo era buio; e la polizia non aveva avuto Vagio di fare i soliti preparativi. - Nell'entrare nel primo stanzone, al quale si discende mediante tre scalini, veduto il luogo esclamò: che orrore! Entrò a caso nella seconda stanza, e volgendosi ad un tal De Falco lo interrogò sul motivo dell'arresto, sul tempo della detenzione, sul modo com'era trattato. Dopo, continuò la visita, accompagnato da un corteggio d'ispettori e commissarii. Fece altre interrogazioni a dei popolani, e parlò lungamente con un livornese carcerato da quindici mesi, che non è stato ancora interrogato, e si maravigliò fortemente che il suo ministro lo avesse abbandonato. La polizia avrebbe voluto impedirgli di penetrare nella mìa stanza, ma egli volle proseguire il giro, e dopo di avere attraversato la segreta, luogo di deposito delle materie fecali, penetrò nella mia stanza,
!) Questa lettera, portante la data 24 ottobre 1850, evidentemente sbagliata nel mese e che io qui su ho corretta, vide già una volta la luce sette anni dopo d'essere stata scritta, in un giornaletto liberale torinese: L'Espcro giornale detta sera (a. Y, n. 158, 7 giugno 1857) dove è rimasta finora sepolta e dimenticata, anche per l'estrema rarità della collezione di quel quotidiano. L?Espero conduceva allora una vivace polemica contro i giornali clericali, YArmonia, il Cattolico, il Campanile, a proposito dei maltrattamenti che il governo napoletano infliggeva ai suoi prigionieri politici; e a documento di quei maltrattamenti, che i suddetti giornali negavano, pubblicò in varie puntate alcune delle lettere che il Poerio dai suoi diversi luoghi di pena, fin da quando vi era entrato, aveva diretto e veniva dirigendo ai suoi familiari ed amici e che costoro diffondevano in copia sopprimendovi naturalmente i nomi dei destinatari e tutte le altre espressioni che valessero a Carli identificare. Ncll'iniziarc tale pubblicazione (n. 140, 20 maggio 2857) che diceva fatta per comprovare sempre più il disumano trattamento che sopportano in Napoli, tanto i condannati che i semplici detenuti politici e le sevizie cui si spingono i cagnotti di quell'assurdo governo, insultando l'umanità e Dio... l'Esperò cosi preannunziava la pubblicazione, che poi sarebbe seguita, della lettera su riportata: Renderemo appresso di ragion pubblica poche altre lettere del Poerio,... dalle quali si fa chiara l'innocenza di Ini e la infamia di ritenerlo reo di setta; ed una di queste lettere interessantissima parla della visita che fece lord Baillie Cochrane al lurido carcere della Vicaria in Napoli nel 1850: i fatti che ivi verificò e quindi la fallacia del rapporto che poi fece ritornando in Inghilterra . La lettera poi fu pubblicata senza alcun Commento. Mi manca ogni possibilità di accertare se sia stata stampata integralmente, ossia senza toglierne qualche brano o frase, che avrebbe potuto far identificare il destinatario (come suppongo).