Rassegna storica del Risorgimento
1850 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; COCHRANE ALEXANDER BAILLIE
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1955
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Visita di un personaggio distìnto , ecc. 629
mente per gli affari di Grecia e di Sicilia, e spera di giungere al suo scopo invitandoli a conoscere il vero. Io sapeva da circa 15 giorni che i tories dovevano spedire un loro agente in Napoli, ma non poteva mai supporre che costui sarebbe venuto con grande autorità nelle prigioni per fare il processo al nostro governo. D'altra parte, è certo che Tempie (fratello di lord Palmerston) è uscito da quel forzato silenzio nel quale si manteneva, e tiene un linguaggio più esplicito; debbo soggiungere che di tutto ciò che lord Baillie-Cochrane ha veduto, se n'e redatto un processo verbale dal cancelliere della Legazione; e che la nostra polizia ha tenuto esatto registro di tutte le parole profferte da9 carcerati, ed intendi bene a qualfine, cioè per disfogare quando che sia le sue vendette. In sommar io credo che VInghilterra insiste perchè questo paese tomi allo stato civile, nel che è mollemente appoggiata dalla Francia; ma credo nello stesso tempo che il partito dominante non vuole né può cedere. Credo che le ultime elezioni di Francia hanno reso più. difficile la situazione,2) poiché VInghilterra che vuole la libertà legale, giustamente si spaventa di ogni sintomo socialista. Credo che queste ultime novità, ritardando la partenza del Papa 3), prolungheranno la nostra miseranda agonia. In somma credo che alla perfine il paese sarà salvo, ma non per ora; e credo che il nostro lento martirio non sarà per cessare così facilmente. Il sentimento della propria conservazione è istintivo ne* partiti come negli uomini. I nostri persecutori non possono persuadersi di dover cedere quando sono i più forti, e quando si credono atta vigilia di raccogliere il frutto delle loro male arti. Essi infine comprendono che non si possono salvare altrimenti che perdurando nelle persecuzioni, poiché se il paese può di nuovo aprir la bocca ed operare nelle vie legali, essi sono immancabilmente perduti per sempre. D'altra parte l'Inghilterra non uscirà mai da* limiti de* consigli officiosi, ed è follia lo sperare che del rifiuto ne faccia un casus belli. Ma non è poco che il mondo civile prenda nota de' nostri ineffabili dolori.
Sono per la vita Tuo aff.mo ed amicissimo
Carlo Poerio
Il Poerio non s'ingannava nelle sue previsioni. L'Inghilterra, ed anche la Francia, arriverà sì. fra qualche anno alla rottura diplomatica col governo napoletano, ma non al casus belli. E fu un Lene che avvenisse così. Ma la leva
1) È noto l'atteggiamento del Palmerston verso' la questione della Sicilia libélle al xe Bomba (per altro allora già domata), e verso la Grecia per l'affare don Pacifico.
2) Le elezioni del maggio del '49 per l'Assemblea Legislativa francese, sebbene avessero virtualmente segnata la morte della repubblica del '48, avevano mandato alla Camera una maggioranza di clericali e di conservatori, ma anche un'agguerrita minoranza di socialisti e di estremisti (la nuova Montagna). Questi ultimi, però, neUe elezioni supplementari del luglio successivo avevano subito una notevole diminuzione, che aveva non poco inorgoglito i primi. Ma nelle elezioni parziali del 10 marzo di quell'anno '50, alle quali allude il Poerio, i socialisti avevano riportato una clamorosa rivincita, che destò serie preoccupazioni nei giornali conservatori, i quali, traendo l'immagine dai moti napoletani del '48, avevano definite quelle elezioni, corno il loro 15 maggio.
3) Pio IX era tuttora a Portici; ma giù fin dal 12 marzo il cardinale Antonelli, con una nota datata di là, aveva informato il carpo diplomatico, che ai primi d'aprile Sua Santità sarebbe rientrato in Boma. La partenza infatti della Corte Pontificia da Portici avvenne il 4 aprile e il 12 faceva il suo solenne ingresso in Boma. Il Cocbxane, come racconta nell'ultimo capitolo del suo libro, si trovò presente all'arrivo del Papa a Velletri 1*11, e a Boma il giorno dopo, e descrive le feste e l'entusiasmo delle popolazioni al passaggio del corteo.