Rassegna storica del Risorgimento

1850 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; COCHRANE ALEXANDER BAILLIE
anno <1955>   pagina <630>
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630 Nunzio Coppola
più potente che determinò il crollo del governo e della dinastia borbonica fu appunto fornita dal martirio nobilmente affrontato da quei prigionieri* Effet­tivamente, questa volta, come cantò del Poerio uno dei liberali, che aveva evitato il carcere fuggendo in esilio, la tirannide) fu punita Dall'immobile virtù. *)
Ma, concludendo, qui non può non essere rilevato che, pur avendo il Gochrane rivelato con molta crudezza lo stato miserando delle prigioni e indi­cato gli errori del governo napoletano; per la difesa che, in sostanza poi, egli fece di questo; e per l'ammirazione ad oltranza professata al sovrano, volendo egli servire più agli interessi di parte, che alla verità per se stessa, fini per fru­strare gli effetti stessi di quel nobile sentimento di pietà umana che, dinanzi agli orrori e alle brutture delle prigioni, gli aveva fatto sorgere il proponimento di alleviare le sorti dei miseri in esse racchiusi. Infatti, parlando egli stesso alla Camera e fornendo, con la sua testimonianza, a tutti i legittimisti e bor­bonici europei argomenti di giustificazione e di difesa in vantaggio di quel governo, contribuì non poco ad accrescere, durante un altro decennio, le soffe­renze degli sventurati prigionieri, e a ribadire ancor meglio le catene dell'intero popolo, oppresso dalla reazione da lui esaltata come legittima trionfatrice.
Proprio l'opposto di quanto poi operò l'anno dopo il Gladstone, conser­vatore anche lui e, non meno dell'altro, oppositore della politica del Palracrston: che dinanzi a quei medesimi orrori, seppe far tacere in sé ogni voce e interesse diparte; e parlò al mondo civile, e con ben altra eloquenza, soltanto in nome della Umanità offesa ed oltraggiata nelle persone di quei reclusi, portando in tal modo un valido contributo alla cessazione più. rapida di quanto la rea­zione trionfante, plaudita dal Cochrane, non lasciasse prevedere delle sof­ferenze dei prigionieri, e alla caduta definitiva che il medesimo avrebbe fatto di tutto per scongiurare e che vivamente poi deplorò avvenuta di quel regime, che nell'oppressione della libertà e nelle persecuzioni dei cultori di essa, aveva posto la sua ragione di essere.
NUNZIO COPPOLA
1) p. E. IMBRUMI, Fem, Napoli, 1863, p. 247: Ode a Carlo Poerio nello galera di Nitida (1851).