Rassegna storica del Risorgimento
BUONARROTI FILIPPO
anno
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1955
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pagina
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634
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634
Giuseppe Tàlamo
solo di un successo maggiore presso un pubblico più vasto. Peraltro il fatto che il Saitta tenda a legare il pensiero di riformatore sociale del Buonarroti al Rousseau, al moralismo predicato in certe logge massoniche, in genere alle ideologie dell'illuminismo (p. 83) trova pienamente consenziente il Francovich che, pur riconoscendo come già certe pagine del Cantimori e le dotte ricerche del Soriga... (avessero) ... chiaramente suggerito in quale senso si dovesse impostare lo studio per una nuova e più. retta interpretazione di questo periodo del Risorgimento, afferma decisamente che il Saitta completa tali ricerche in modo esauriente e quasi conclusivo (p. 83), E della serietà e ponderatezza delle sue affermazioni e anche delle semplici ipotesi ci dà una luminosa conferma allorché scrive di aver potuto egli stesso constatare in pieno l'esattezza delle supposizioni del Saitta circa il carattere infinitamente moderato e anodino del progetto di costituzione del parmense Luigi Mussi, buonarrotiano (p. 83).
Ma la riserva forse più grave (ci sembrano infatti di scarso rilievo ai fini dell'economia generale del lavoro le inesattezze trovate dal recensore nei nominativi della famiglia livornese dei Veri Italiani) è quella sollevata dal Francovich, circa una tendenza (nel Saitta) ad accentrare con troppa esclusività sul Buonarroti tutto quanto il movimento egualitario, poiché già in certi catechismi massonici... anteriori probabilmente al 1802... (ci sono)... le linee di una politica egualitaria impostata sulla legge agraria, nonché la tecnica cospirativa del gradualismo e la giustificazione moralistica della violenza rivoluzionaria esercitata in certe circostanze da una minoranza di uomini virtuosi (p. 84).
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Ai fini ora di una più completa comprensione delle posizioni dei nostri due Autori sull'argomento, sarà interessante ricordare alcune critiche fatte al Galante Garrone, quando usci il Buonarroti e Baoeuf, dal Saitta {Rivista storica italiana, 1949, pp. 299-304). Accanto al riconoscimento che si trattava di quanto di più interessante la storiografia italiana... (avesse) prodotto sull'argomento (p. 299) insieme ai due saggi del Cantimori iu Utopisti e riformatori italiani, di un lavoro notevole e condotto con molto impegno e accanto all'affermazione che l'ideologia babuvista (aveva) avuto iu (quel) libro un interprete attento e preciso e che le acute pagine in cui si mostrava la sovrapposizione e commistione di spunti teorici tradizionali e di concreti impulsi politici che costituisce la caratteristica fisionomia del babuvismo, diin-cilmente (avrebbero potuto) essere modificate da ulteriori esami (p. 304), vi erano delle grosse riserve riguardanti il metodo di ricerca dcll'A. che avrebbe proceduto con il tipico metodo astrattizzante e sistematizzante proprio di una certa storiografia delle idee in un terreno che mal si prestava a ciò (p. 300). Egli inoltre si sarebbe lasciato attirare dalla analisi psicologica e dalla tendenza ad affrontare certi problemi non sulla base di una problematica storica o politica, bensì su una problematica estrinseca, di accostamenti esteriori (p. 303).
Tali riserve il Saitta corresse e annullò quasi completamente nella recensione al successivo volume del Galante Garrone, che é appunto oggetto di esame di questa nostra nota, riconoscendogli (Rivista storica italiana.