Rassegna storica del Risorgimento
BUONARROTI FILIPPO
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1955
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Studi buonarrotiani
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1952, pp. 438-447) di aver nettamente superato alcune incertezze di metodo che inficiavano il valore del pur notevole... precedente lavoro (p. 446). Sussisteva però ancora per il S. una grossa lacuna: una mancanza di compresenza e di interdipendenza tra il piano settario dell'azione buonarrotiana e quello che potremmo chiamare essoterico (p. 446), che rimane in fondo runico vero punto di dissenso tra i due, anche se ve ne sono degli altri circa i rapporti tra Buonarroti e il sansimonismo, circa gli eventuali rivoli buonarrotiani in Claudio Linati (ammessi dal Saitta ed esclusi dal Galante Garrone), o circa la questione se Lafayette, il Comité Mauguin, Mislcy e Menotti da un lato e Buonarroti, i buonarrotiani e gli Amìs du Peuple dal-l'altro siano due campi d'azione concorrenti, come crede il Galante Garrone, ovvero ci sia stato un accordo tra i due gruppi, poi non mantenuto, secondo la tesi del Saitta. Ci sembra però che quest'ultimo colga appieno lo spirito O il significato della ricerca del Galante Garrone, quando scrive che l'apporto più solido, l'aspetto migliore della sua opera (sta nell'aver) inserito la trama buonarrotiana entro la più vasta trama dei rivoluzionari dell''Ottocento. realizzando cosi, sia pure sotto l'esclusivo angolo visuale del buonarrotismo, una preziosa sintesi, sostanziosa quanto nuova, del movimento democratico e sociale della prima metà del XIX secolo (p. 447).
In realtà la vasta ricerca del Galante Garrone che integra sia il precedente Buonarroti e Babeuf sia l'opera del Saitta, per gli ultimi anni del Buonarroti, dal 1828 al 1837, pone a fuoco problemi centrali e di interesse europeo, come ha ben compreso Carlo Francovich quando ha scritto (H Ponte, novembre 1951, pp. 1525527) che . pagine come quelle che lumeggiano il rapporto fra la cultura liberale della restaurazione ed il sopravvissuto mondo illuministico, fra spirito giacobino e cousinismo, rimarranno per un bel po' di tempo come risultati acquisiti della storiografia italiana (p. 1526). E questo interesse europeo ci sembra confermato sia da quella parte del volume che riguarda la rivoluzione belga del 1830 (e) ci rivela una pagina ignota della storia di questo paese, pagina ... di grande interesse, non solo per noi, ma anche per gli studiosi stranieri, sia dallo studio dei rapporti fra Buonarroti e movimento cartista e tradunionismo, sia, soprattutto, dalla parte centrale dell'opera (che) tratta... dell'influenza che il Buonarroti esercitò sulla vita politica e sulla formazione... (del) ... partito socialista francese... mediante l'aperta azione delle società popolari e operaie... (e) attraverso la segreta attività della cospirazione (ivi). U che non impedisce peraltro allo stesso recensore di affermare che il capitolo più notevole per l'acume delle osservazioni e per la esauriente ricerca archivistica è quello che tratta dei rapporti fra il Buonarroti e il Mazzini (ivi).
La riserva più notevole del Francovich nei riguardi del Galante Garrone, anche se espressa in forma molto attenuata, e anche se comune al Saitta, riguarda il tentativo di attribuire tutto il movimento egualitario al Buonarroti, mentre la dottrina della comunità dei beni era già propagata in certe logge massoniche del '700, indipendentemente dal Buonarroti; e, dopo la rivoluzione francese, riveduta alla luce dell'esperienza giacobina, essa riaffiora nel mondo delle società segrete. Inoltre al socialismo più integrale era già arrivata la setta dei Carbonari nel Regno delle Due Sicilie... con il famoso terzo grado carbonaro. Sicché questo credo egualitario, dopo aver costituito nel periodo napoleonico il patrimonio ideologico della società