Rassegna storica del Risorgimento
BUONARROTI FILIPPO
anno
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1955
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pagina
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638
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638 Giuseppe Talamo
L'esame parte perciò dagli anni della permanenza del B. in Belgio e grange fino alla morte del grande rivoluzionario. Tutti i sette capitoli della opera confermano nel Galante Garrone quelle doti che le ricerche precedenti avevano già mostrato, ma che qui, sistematizzate e chiarite, hanno fruttato all'A. una posizione senza dubbio di primo piano fra gli studiosi del Risorgimento, Anche se qualche capitolo (come quello sulla crisi belga e sul De Potter) costituisce qualcosa di veramente inedito, pure il capitolo che maggiormente ha attirato la nostra attenzione (evidentemente a causa dei nostri più determinati interessi) è stato quello su Buonarroti e Mazzini. Di grandissimo momento, infatti, ci è sembrata la dimostrazione di una posizione ideologica inizialmente simile tra i due rivoluzionari, il confluire nel Mazzini di motivi sansimoniani e Buonarroti ani, la loro coesistenza nella seconda metà del '31, il prevalere successivo dei primi. Si spiega così come il termine popolo sarà per Mazzini prima il proletariato urbano ed agricolo per divenire poi l'unione indifferenziata di tutti i cittadini, allorché il principio sansi-moniano dell'associazione universale sostituirà quello buonarrotiano della lotta di classe.
Da quella iniziale parentela ideologica tra i due rivoluzionari sarà lecito dedurre l'esistenza di qualche nesso tra quel tenue rivolo di egualitarismo socialista che il Saitta trova nel giuramento della Giovine Italia e la contemporanea posizione del Buonarroti ? Una risposta documentata al riguardo ci potrà dare il Galante Garrone con la ricerca che sta svolgendo sulla giovinezza di Mazzini. Essa ci potrà illuminare, infatti, sulla sensibilità sociale del Ligure nei primi tempi della sua attività politica, prima, cioè, che quella tendenza egualitaria di cui si diceva prima, si insabbiasse e inaridisse (per usare ì termini del Saitta). Così ulteriori ricerche sul rapporto tra socialismo utopistico e marxismo e sull'influsso rousseauiano sul socialismo francese potranno chiarirci altri problemi.
Sempre sui rapporti Buonarroti-Mazzini di notevole importanza è quanto il Galante Garrone scrive a proposito del libro pubblicato anonimo nel 1830 da Carlo Bianco sulla guerra per bande applicata all'Italia, dato che il Bianco era il tramite fra i due rivoluzionari, e dato che lo stesso Mazzini aveva fatto parte degli Apofasimeni, considerati per un certo momento con la Giovine Italia due ruote dello stesso carro. Ma dal '32 in poi il distacco ideologico dei due si andò sempre più approfondendo, nonostante l'accordo di Marsiglia del settembre '32, tra i Veri Italiani e la Giovine Italia, peraltro di brevissima durata. Tre anni più tardi ci saranno le accuse di Mazzini al Buonarroti, di papato repubblicano , teocrazia , nuovo pontefice e simili, le stesse che qualche mazziniano dissidente, come l'Orsini, lancerà al vecchio capo, una ventina d'anni dopo.
GIUSEPPE TALAMO
3)j Sull'ambiente degli esuli della Convenziono in Bolgia il Galante Garrone ha recentemente pubblicato un ottimo saggio (Filippo Buonarroti o i convenzionali in esìlio. Dallo carte inedite della famiglia Vadier) in Mooiniento operaio, 1953, a. 5, nuova serie, pp. 403463.