Rassegna storica del Risorgimento

RADICATI DI PASSERANO ALBERTO
anno <1955>   pagina <639>
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IL MANIFESTO DEL CONTE RADICATI DI PASSERANO
Sembra proprio che l'ampiezza con cui Giorgio Spini ha posto in questa Rassegna il problema dei rapporti intercorrenti fra Radicati, l'eresia e la classe dirigente piemontese del primo Settecento abbia avuto la funzione di portar fortuna a chi s'interessa alle vicende del conte subalpino. Una fortuna, come spesso avviene, aiutata dalla cortesia degli archivisti e degli amici. Fatto si è che qualche nuovo documento viene ora a rispondere agli interrogativi che restavano insoluti attorno ad alcuni dei nodi principali della vita di Radicati.
Il famigerato Passerano aveva abbandonato il Piemonte nel feb­braio del 1726, temendo che l'ormai compiuto ravvicinamento tra la corte di Torino e la curia papale avesse per lui gravi conseguenze. Stabilitosi a Londra, la sua prima preoccupazione era stata quella di far stampare un manifesto nel quale egli intendeva spiegare le ragioni del suo volontario esilio. Questo manifesto era già noto agli studiosi e l'aveva pubblicato F. Saraceno nel Voi. I delle Curiosità e ricerche di storia subalpina, traen-dolo da una copia manoscritta conservata nel castello di Passerano. Ma il testo stampato, che pur fu inviato da Radicati stesso in almeno due copie a Torino, sembrava perduto, né mi era riuscito di trovarlo. Potrà ora vederlo chi apra, all'Archivio di Stato di Torino, nella serie Materie Criminali, Mazzo 28, il fascicolo 28. Sono sette pagine di minuta stampa, intitolate Manifesto di Adalberto Radicati Conte di Passerano e Cocconato.
Basta un confronto con la scrupolosa edizione del manoscritto fatta da F. Saraceno per accorgersi che il copista ha aggiunto non poche stranezze ortografiche e grammaticali alla grafìa e allo stile già di per se stessi capric­ciosi del Passerano, ha saltato qua e là delle parole, ha talvolta reso quasi incomprensibile un testo che ora possiamo ristabilire nel suo colorito e nella sua dicitura originali.
Quando, ad esempio, lo stampato scriva: ... innaspettata risoluzio­ne..., il copista dice: ... inaspettata risolutione.... Quando Radicati stampa: Non è per lagnarmi, che vo' recitare i miei infortuni..., l'ama­nuense scrive: Non è per lagnarmi il recitare li miei infortunii.... così di seguito. Quando insomma si farà un'edizione delle opere del Passerano si potrà ricorrere al testo autentico.
La copia del Manifesto conservata a l'A. S. T. porta le traccio d'una attenta lettura. In margine sono segnati dei numeri progressivi e qualche tratto a penna. Gli occhi che scrutarono così questa prima dichiarazione pubblica del pensiero di Radicati erano quelli di Andrea Tommaso Plat-zaert, un funzionario di famiglia spagnola divenuto segretario di guerra nel 1717 e che ricoprirà poi un posto particolarmente delicato, quello di segre­tario personale di Vittorio Amedeo II.