Rassegna storica del Risorgimento
RADICATI DI PASSERANO ALBERTO
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1955
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640
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Franco Venturi
Terminata la lettura prese la penna e scrisse una lettera confidenziale e rapida al magistrato che presumibilmente avrebbe dovuto occuparsi della cosa e che era, se non andiamo errati, Giovanni Battista Berterini, avvocato fiscale.
Il primo marzo 1727 Signore amico riveritissimo
Se il porre in dubbio la podestà spirituale delta Gerarchia Ecclesiastica. se il negare e deridere l'invocazione de Santi., il Purgatorio, et il suffragio dette Messe, assieme del merito dell'indulgenze concesse alle Confraternite, il trattare d'empio indistintamente il Tribunale dell'Inquisizione, il fare un abominevole jittratto del Sagramento detta Confessione, se tutte queste cose non indicano un vero Calvinista, io non so quel che mi pensi, posso ben dire che sono le sole opinioni colle quali Calvino si distingue da un Catolico.
V. S. III.ma dia un'occhiata a* luoghi che ho segnati e consideri la chiusa del Manifesto nella parola puLlicamente, che secondo me vuol dire, che si contenta d'essere heretico net Cuore, ò per meglio dire non avere altra Religione che quella d'adorare senz'altro un solo Dio.
Condoni il disturbo mentre l'abbraccio di cuore
di V. S. Itt.ma Osservantissimo servitore et amico obbedientissimo Platzaert S. M. non vuole intendere ad alcune novità rispetto atta Classe Civile del Senato onde il Progetto va per terra lo conservo però per altra miglior occasione.
Mi pare che queste poche righe siano particolarmente interessanti. È la reazione d'un membro della corte di Torino di fronte alle idee di Radicati. L'avvicinamento che vien fatto con le idee di Calvino è spontaneo ed immediato. Platzaert non sembra esitare neppure un istante a qualificare il Passe-rano come eretico. Cerca poi di giustificare minutamente questa sua impressione. Ma in conclusione anche lui, come gli storici di due secoli dopo, deve finir col dire che l'autore del Manifesto non ha altra religione che quella d'adorare senz'altro un solo Dio e che è insomma un deista.
La postilla finale della lettera, che per amor di completezza abbiamo voluto pubblicare, ci dice quale sia l'atmosfera in cui si inizia la discussione sul Manifesto tra funzionari e magistrati della corte di Torino. La riorganizzazione della magistratura era all'ordine del giorno in quegli anni e Platzaert aveva una parte di primo piano in quest'attività. ') Il 31 ottobre 1726 Vittorio Amedeo II aveva modificato le disposizioni delle costituzioni del 1723 per quel che riguardava la divisione e l'avvicendamento del lavoro che dovevano compiere la classe civile e quella criminale del Senato del Piemonte. La
l) MABIO YIOBA, Le costituzioni piemontesi, Torino, 1928, p. 122 e sg.