Rassegna storica del Risorgimento
RADICATI DI PASSERANO ALBERTO
anno
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1955
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pagina
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643
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// Manifesto del conte Radicati di Passerano 643
d'esso, dicendo non poterlo manifestare senza offender la riputatione della sua prima moglie, e suoi adhe-reati.
Qui imputa il Sig.r Marchese di Ca-raglio di ingiusto, artificioso, et ingannatore.
Quivi intitola d'esser stato avellenato suo Padre da quelli, contro quali indi-tìata suo manifesto.
Quivi novamente intitola d'' ingiusti-da la carcerazione da lui patita di comando del Sig/ Marchese di Ca-raglio, e di malvagità commesse nella morte di suo Padre, attribuendo ciò principalmente al Conte d'Isolabella, Marchese di Bagnasco, che vole puniti da Dio con tante morti: e pur il Conte d'Isolabella è anchor vivo.
Qui intitola d'iniquità la propria moglie, e suocera, e forse la Marchesa di Bagnasco, di cui parla avanti.
Qui intitola la propria moglie di li-bertinità, e che havesse conversationi disdicevoli con la propria madre, et
adherenti.
Quivi colpisce contro il Sig.r Primo Presidente S. Giorgio d'avidità alle di lui sostanze, e la propria moglie di disgusto pia d'un tal timore, che della di lui partenza.
chor gionta... non potendo manifestarla senza gravemente offendere la luoro riputatione.
5. Ivi. Parlando del Sig/ Marchese di Caraglio dice Ne si contentò il Marchese della parola, che volle la promessa in scritto e mi fece presentar da un sacerdote... una scrittura continente più. articoli... fatti ad arte, acciò quel della do natio ne fosse fra tanti men considerato... come è proprio di porre il veleno fra le altre misture, affinchè la mortifera sua qualità sij a chi deve beverie nascosta.
6. Parlando della morte del suo Padre dice ivi: La sua troppo precipitata morte, lascia in dubbio, se l'arte, o la natura habbia troncato lo stame di sua vita.
7. Ivi. Non guari di tempo lasciò il grande Iddio impuniti li authori di si malvagie operationi; imperochè il Conte di XsolabeUa, di cui si servivano la moglie, e la madre morse... non molto doppo... La marchesa di Bagnasco privata del proprio, et unico figlio... da chi è diffensore dell'innocenza... alla morte del figliolo segui quella delta madre...
8. Ivi. Non potendo più soportare il giogo di due si inique femine.
9. Ivi. Ne sentì ella molto piacere... dessiderava la mia lontananza per poter più liberamente con la madre, e suoi confidenti conversare*
10. Ivi. Turbossi grandemente per tal nova, comprendendo che i miei parenti, et in particolare il Conte, e Senatore S. Giorgio havrebbero fatto ogni luoro possibile per toglierli Vami-nistralione del mio patrimonio.,.' Per