Rassegna storica del Risorgimento
RADICATI DI PASSERANO ALBERTO
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1955
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Franco Venturi
Quivi una manifesta hipocrisia nel mostrar compassione alla moglie, un novo, e calumnioso insulto contro le persone antecedentemente da lui nominate per calluniarli.
Quivi intacca quelli del Consortile di oppressione a lucro sudditi.
lo che cruciandosi di dover dipender da altri... partorendo prima del tempo* perdette doppo il parto con estremo fastidio la vita.
11. Fol. 3. Ivi. Ebbi avviso... di sua infermità, e però mosso da compassione, che sogliamo havere anche per i nostri nemici... partij... con pensiero di riconcigliarmi... et assisterla... Ma vedendo... miei nemici, quali grida-vano... che se ella moriva io ne ero la causa..., e che era stata da me avellenata mi ritirai nella chiesa de PP. dell'Oratorio... a questo modo inimico della Carità inalsavano mia moglie al sommo grado della perfet-tione, e mi precipitavano nel pelago di tutti i vitij.
12. Ivi. Seguito il matrimonio condussi detta mia consorte in Passe-rano..., trovai in discordia li altri Signori con il Comune di detto luogo..., volevano che m'unissi a luoro..., e dicevano che quantonque il Comune havesse raggiane, sempre però bisognava reprimere la luoro baldanza per farli sentire, che luoro eran sudditi.
Qui non doveva temerariamente entrare in discorso della sovranità.
Quivi vorebbe malitìosamente attribuire al zelo havuto per il suo Sovrano l'operatosi verso di lui dall'in-quisitione; ma nel fine del suo manifesto come si dirà si svelta i suoi mancamenti proceduti dalle opinioni, che dice haver sempre havute contrarie al rispetto, e veneratione atta Santa Sede. Si dichiara però vero apostata dall'al/ad lenza dovuta al Sommo Pontefice, allegando per superstitiosa la
13. Ivi. Non considerando in un Governo Monarchico, et assoluto, il Nobile come il Plebeo sono sudditi del Prencipe, che deve render ugual giu-stìtia... e potere così facendo mantener sempre la sua autlwriià assoluta.
14. Fol. 4. Ivi. M'andarono accusar d'eresia al Tribunal dell'inqui-sitione, ne so per qual motivo, eccetto fosse perchè qualche volta trattandosi delle differenze di nostra Corte con quella di Roma, ove molte persone arrogantemente decidevano contro nostro Sovrano, luoro dimostravo che la superstitiosa veneratione, et il troppo rispetto che havevano verso il Vescovo di Roma, luoro facevano