Rassegna storica del Risorgimento

RADICATI DI PASSERANO ALBERTO
anno <1955>   pagina <644>
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Franco Venturi
Quivi una manifesta hipocrisia nel mostrar compassione alla moglie, un novo, e calumnioso insulto contro le persone antecedentemente da lui no­minate per calluniarli.
Quivi intacca quelli del Consortile di oppressione a lucro sudditi.
lo che cruciandosi di dover dipender da altri... partorendo prima del tempo* perdette doppo il parto con estremo fastidio la vita.
11. Fol. 3. Ivi. Ebbi avviso... di sua infermità, e però mosso da compas­sione, che sogliamo havere anche per i nostri nemici... partij... con pensiero di riconcigliarmi... et assisterla... Ma vedendo... miei nemici, quali grida-vano... che se ella moriva io ne ero la causa..., e che era stata da me avellenata mi ritirai nella chiesa de PP. dell'Oratorio... a questo modo inimico della Carità inalsavano mia moglie al sommo grado della perfet-tione, e mi precipitavano nel pelago di tutti i vitij.
12. Ivi. Seguito il matrimonio con­dussi detta mia consorte in Passe-rano..., trovai in discordia li altri Signori con il Comune di detto luogo..., volevano che m'unissi a luoro..., e dicevano che quantonque il Comune havesse raggiane, sempre però biso­gnava reprimere la luoro baldanza per farli sentire, che luoro eran sud­diti.
Qui non doveva temerariamente en­trare in discorso della sovranità.
Quivi vorebbe malitìosamente attri­buire al zelo havuto per il suo So­vrano l'operatosi verso di lui dall'in-quisitione; ma nel fine del suo mani­festo come si dirà si svelta i suoi man­camenti proceduti dalle opinioni, che dice haver sempre havute contrarie al rispetto, e veneratione atta Santa Sede. Si dichiara però vero apostata dall'al/ad lenza dovuta al Sommo Pon­tefice, allegando per superstitiosa la
13. Ivi. Non considerando in un Go­verno Monarchico, et assoluto, il No­bile come il Plebeo sono sudditi del Prencipe, che deve render ugual giu-stìtia... e potere così facendo mantener sempre la sua autlwriià assoluta.
14. Fol. 4. Ivi. M'andarono accu­sar d'eresia al Tribunal dell'inqui-sitione, ne so per qual motivo, eccetto fosse perchè qualche volta trattandosi delle differenze di nostra Corte con quella di Roma, ove molte persone arrogantemente decidevano contro nostro Sovrano, luoro dimostravo che la superstitiosa veneratione, et il troppo rispetto che havevano verso il Vescovo di Roma, luoro facevano