Rassegna storica del Risorgimento

SILVA PIETRO
anno <1955>   pagina <678>
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Libri e periodici
Atlantico viene descrìtta in taluni suoi aspetti con la spregiudicata franchezza di uno spirito libero, dotato di finissima capacità di osservazione.
Da molli episodi risaltano inoltre senza che FA. esca mai dalla sua modestia e riservatezza personale, le qualità straordinarie del B., non solo come combattente e, al di là del dissenso che si può nutrire verso il suo orientamento program malico, come politico, ma anche come uomo dotato di squisita, profonda sensi­bilità morale; basti leggere, in proposito, le battute sull'incontro coni la sorella del Bresci (60 ss.), i cenni sulla madre (passim) e sulla prima moglie (143-44), le pagine su Yirgilia d'Andrea e il figlio (176 ss., 353 SB passim), le considerazioni sulla strage del Diana (261 ss.).
Si potrebbe continuare nella citazione col solo imbarazzo della scelta: ma sarà sufficiente, dopo aver indicato il valore dell'opera, chiudere col richiamo ad un'altra validissima dote del B., la sua straordinaria vena di scrittore. Nella ricchezza dell'aggettivazione, nell'intensità delle immagini, nella varietà del ritmo di apertura e cesura e chiusura dei periodi, nella forza rievocativa, il B. può come dice il Salvemini stare a petto di molti letterati di professione. E come, e meglio, di essi sa offrire al lettore uno stimolo incessante e originale, che non si attenua mai nel corso del pur lungo racconto. pTrmn o MAZZA
GIORGIO CANDELORO, 17 movimento cattolico in Italia (Nuova Biblioteca di cultura, 8); Roma, Edizioni Rinascita, 1953, in 8, pp. 555. L. 1600.
Nell'ambito di un rinnovato studio dei partili politici e delle correnti di pen­siero del sec. XIX (studio che, da qualche anno a questa parte, trova sollecitazione nella pratica politica come nella ricerca storiografica), l'approfondimento dei motivi essenziali <e delle linee di svolgimento del movimento cattolico è alla base deU'intcrcsse tanto degli studiosi cattolici, ben al di là della pura apologia, quanto degli storici liberali o marxisti, che hanno cercato di interpretare, alla luce delle condizioni economiche e sociali in continua trasformazione, l'apporto dei cattolici alla vita italiana, specie dalla formazione dello Stato unitario in avanti.
In questo terreno si colloca questa recente opera del Candeloro, che già sulla Azione cattolica in Italia aveva fermato con rapida sintesi la sua attenzione nel 1949. E proprio per la insufficienza da alcuni rilevata della storiografìa tradizio­nale (liberale) nella valutazione del movimento cattolico (cfr. P. Scoppola, Orien­tamenti della recente storiografia sul movimento cattolico in Italia, in Quaderni di cultura e storia sociale, a. IH, n. 2, febbraio 1954, pp. 94-108), vai la pena di esaminare questo volume che vuol delineare la storia dell'azione svolta in Italia dalle correnti e dalle organizzazioni politiche (comprendendo tra queste, non solo i partiti veri e propri, ma tutte le correnti e le associazioni che hanno avuto una funzione politica anche indiretta), die si possono definire cattoliche perchè sono State alle dirette dipendenze del Papato e della gerarchia ecclesiastica, o perchè si sono ispirate alle direttive generali della Chiesa... (p. XI dell'avvertenza).
Rintracciata l'origine del movimento tra la fine del '700 e l'inizio dell'800 nel rinnovamento culturale e politico che ha il suo centro nella rivoluzione fran­cese e, specie in sede religioso, si esplico nell'atmosfera della restaurazione, il Candeloro esamina le tesi del De Maistrc e del Lamennais e l'influenza del movi-mento lamneaiano in Italia fino al 1830 ed i contatti col sanfedismo. Il cattolice­simo liberale, tuttavia, in relazione al quale viene precisato il significato di neo-guclfismo (*... il neoguelfismo è un atteggiamento ideologico essenzialmente tra-
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