Rassegna storica del Risorgimento

SILVA PIETRO
anno <1955>   pagina <681>
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Libri e periodici 681
tentativi di emiri li azione intorno al 1887. Notevole è infine in questo periodo l'attenzione della Civiltà Cattolica alla questione agraria, alle agitazioni conta­dine e agli scioperi nel Polesine e nel Mantovano che si concludono nel processo di Venezia con l'assoluzione degli imputati nel 1886.
La seconda fase (1887-98) che vede il declino del elenco-moderatismo e Patimento della violenza anticlericale tramite la Massoneria ( l'intransigenza di Leone XIII trova riscontro in quella del Crispi, presidente del consiglio alla morte del Dc-pretis), è caratterizzata dalla riscossa intransigente del l'Opera dei Congressi (no­mina a presidente del Paganuzzi) e dalla pubblicazione dell'enciclica Rerum novarum, documento fondamentale della dottrina sociale cristiana ed essenzial­mente antiaocialista (cfr. l'attività del Toniolo e la costituzione dell'Unione cat­tolica per gli studi sociali in Italia): infine, la nascita ed il consolidamento di associazioni cattoliche, l'istituzione e la diffusione delle Cosse rurali e di coope­rative, specie nel Veneto, davano prova della vitalità del movimento cattolico che, intorno al 1897-98, doveva superare una complessa crisi interna (nell'Opera dei Congressi) ed una esterna, nella repressione governativa nella primavera del '98 (cfr. a questo riguardo il volume dello Spadolini, L'opposizione cattolica da Porta Pia al '98, Firenze, 1954, e la recensione critica di F. Fonzi su questa Rassegna, a. XLI, fase. IV, pp. 865-73).
La terza fase (1898-1904), che vede Io sviluppo della prima democrazia cristiana e la crisi definitiva dell'Opera dei Congressi, segna raffermarsi della personalità di Romolo Murri che, con la sua Cultura Sociale, combatte il gruppo dirigente dell'Opera e caldeggia, contro clerico-nioderati e intransigenti, la nascita di mia corrente nuova, aperta alle suggestioni del mondo moderno (critica del capita­lismo, difesa delle libertà statutarie, sistema elettorale nuovo, azione economico-sociale, ecc.). E un aspetto di tale situazione si può individuare nello svolgimento della polemica tra Murri e Meda, i quali esprimevano, secondo il Candeloro, le esigenze di due diversi ambienti (p. 287).
Lo sviluppo del nuovo movimento, se non portò alla costituzione di un partito cattolico (tale movimento continuò di fatto ad esistere all'interno dell'Opera dei Congressi), concorse a determinare la lotta tra intransigenti, larghi , e inumani, che si concluse con lo scioglimento dell'Opera stessa, ordinato da Pio X.
La lunga durata dell'età gioiittiana, che si conclude col patto Gentiloni, ha visto all'inizio la sospensione del non cxpedU ad opera di Pio X. che con nuova politica viene incontro alle esigenze dei cattolici: la condanna del modernismo, lo sciopero generale del 1904, l'elezione dei primi cattolici, la riorganizzazione dell'Azione cattolica (e la condanna della democrazia cristiana) sono, all'inizio di questa età, gli clementi essenziali. Non si può dire, d'altra parte, che venga meno la questione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa, se nella pubblicistica del tempo troviamo frequenti testimonianze di discussioni e di polemiche al riguardo (cfr. ad esempio: VEglise et VRtat en Italie par le Comte Casali, Paris, 1906; G. Mo­netti S. J., La questione romana e il laicato cattolico italiano, Siena, 1912).
XI Candeloro, dopo aver precisato fino a che punto concorrano le orga­nizzazioni cattolicità (Unione popolare, Unione economico-sociale, ecc.) a raffor­zare il movimento cattolico nei settori sindacale, mutualistico, cooperativo, e dopo essersi soffermato sull'importanza assuma, nel primo decennio del secolo, dallr banche dalla stampa, ecc., esamina con acutezza il significato del Patto Gentiloni, le discussioni provocate in Parlamento dall'esito delle elezioni e le conseguenze non solo immediate del patto stesso.