Rassegna storica del Risorgimento

NOVARA (ARMISTIZIO DI)
anno <1918>   pagina <359>
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l/arnmikio di Novara. 350
Relazione del Sotto-Capo dello Stato Maggiore dell'Esercito Sardo intorno ai preliminari dell'Armistizio conchiuso poi a Novara il 26 marzo 1849.
AIT Illustrissimo Signor dm. Alfonso La Mormora Luogotenente Generale, Ministro Segretario di' Stato pei' gli Affari di Gueira e Marina.
Torino, ti 10 giugno 1851.
Avendomi ? Si Bl.ma invitato a stendere un racconto delle cose che sono a mia cognizione intorno all' Armistizio di Novara (26 marzo 1849) io procurerò di soddisfare al suo desiderio per quanto potrà giovarmi la memoria, dopo un lasso di tempo di più. di due anni e col soccorso di alcune note da me prése in quell'epoca, che mi venne fatto M xinvenire,
Dopo l'infelice esito della battaglia di Novara, il ile, dato l'or­dine alle truppe che sl ritiravano dalla Bicocca di ritirarsi dietro i ripari della città, saliva sopra il bastione a sinistra (entrando) della porta di Hof tara e mentre stava colà contemplando il triste ' quadro della ritirata dell'esercito; mi fece chiamare a sé (credo dal generale Durando) dicendo : Con questa sangwnosa giornata Vonore détte armi piemontesi essendo salvo, conviene ora provvedere a salvare il Paese da una rovina Oótale ...
Presentatomi a lui, egli mi incaricò di recarmi in parlamentario all'inimico per chiedere una sospensione delle ostilità, pel numero di ore strettamele .necessario per far venire i suoi Ministri da Torino, e trattar quindi della pace.
La notte cominciava a farsi oscura quando io sortii da Novara per avviarmi alla Bicocca : con mia sorpresa dovetti percorrere un lungo tratto di strada piuma che il trombettiere che mi precedeva giungesse a farsi sentire dagli avamposti dell'inimico. Finalmente mi vennero incontro due soldati austriaci, e sulla mia domanda mi con­dussero alla Bicocca, ove s'era fermato il quartier generale dell'eser­cito nemico ; fui fatto entrare in una piccola camera da contadino ove trovavasi il generale Hess, Capo dello Stato Maggiore Generale, già da me conosciuto in occasione dell'armistizio di Milano.
Egli teneva alla mano un lumicino di cera che solo rischiarava il luogo del nostro colloquio.. Gli riferii le parole del Re, al che egli rispose: : * JSfoi WinQ già stati abbastanza ingannati dai vostri armi-