Rassegna storica del Risorgimento

NOVARA (ARMISTIZIO DI)
anno <1918>   pagina <360>
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M. degU Alberti
stizi e questa volta -vogliamo dei pegni (dea gagea) die eì guarenti­scano l'esecuzione delle vostre promesse .
U; su questo tema intraprese un lungo discorso per provarmi tutti i torti del Piemonte contro gli Austriaci. Vedendo ch'egli andava ri­scaldandosi prolungando le sue rimostranze oltre misura, lo inter­ruppi dicendogli che io non ero andato colà per sentire una predica, ma, per portargli le parole del mio Re alle quali aspettavo una concisa risposta.
Egli si fermò ad un tratto scusandosi dell'essersi lasciato tra­sportare un po' troppo dall'eccitamento in cui si trovava ancora in seguito del combattimento a cui aveva preso parte tutto il giorno, e riprese i suoi modi cortesi abituali, senza però voler per nulla desi­stere dalla sua domanda dei pegni.
Dicendogli che io non credeva che il Re avrebbe voluto sotto­mettersi a tale condizione, io mi facevo però a domandargli quali fossero i pegni che si pretendevano.
L'occupazione della Lomellina e la rimessione alle nostre truppe della piazza di Alessandria - mi rispose il generale Hess - se no noi continueremo la nostra marcia sopra Torino, cui nulla può impo­rt dirci, e colà noi detteremo la pace nei termini che ci saranno più convenienti. Noi siamo vittoriosi e bisogna pure che profittiamo dei nostri successi. Questa marcia è stata prevista e concertata, sic- come pure tutte le nostre misure erano già prese pel caso in cui la sorte delle armi ci fosse stata contraria. Noi non vogliamo più. che ci venga fatto il rimprovero che ci facevano altra volta i Fran-* cesi, che gli Austriaci non sanno profittare della vittoria .
lo feci istanza per avere alcune ore di sospensione delle ostilità, affine di poter portare al Re la risposta fattami e fare ritorno al campo austriaco. Ma il generale Hess mi ripeteva cbe non ci sarebbe neppure concessa un'ora e che si sarebbe potuto trattare dell' armistizio anche combattendo.1
> Balla relaziono della Commissione d'inchiesta risulta intatti che il generalo di Cessato fa mandato circa lo ore 6 dal Be Carlo Alberto al campo austriaco a dimandare una sospensióni? d'armi per poi trattare la pace; parlò alla Bicocca col generale Hess, il quale rispose che non avrebbe cessato datt'inseguircl, e che vo­levano in garanzia la liomellina e la cittadella di Alessandria, e lasciandoci in­tendere eziandio in modo non oscuro olle volevano in ostaggio dal Bo la stessa persona del Duca di Savoia; cosi deposero verbalmente il generalo di Cessato ed il generale Giacomo Durando alla Commissione d'inchiesta (Otr. BeMfone e rap­porti finali sulla campagna dèi ÌBÌ9 nell'Alta Italia, Boma, 1911, pag.641).