Rassegna storica del Risorgimento

GALLUPPI PASQUALE ; GIACOBINI
anno <1914>   pagina <390>
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Giovanni Gentile
TulÌi deJ suoi Vernieri filosofici sulla Uberto, compatibile con qua­lunque forma ài governo, e i due opuscoli Della libertà di cosoienssa e io sguardo d'Europa sul Regno di Napoli, ristampati dal Gnar-dione. Ma da quel liberalismo al giacobinismo e un bel tratto.
Ne i documenti dell'Arnone riscoperti * neU'Arehivio provinciale di Catanzaro bastano a superarlo. Da questi documenti appren­diamo r:e nell'ottobre 1799 il Galluppi chiedeva un passaporto per recarsi a Palermo per attendere ad alcuni di lui affari litigiosi . Il Re faceva rispondere dal Segretario di grazia e giustizia al Pre­side di Catanzaro, che al Galluppi-..1'si sarebbe accordato il passa­porto, quando non vi sia niente contro il medesimo . Il Preside si rivolse per informazioni al Vescovo e al Governatore di Tro­pea, n vescovo, il 16 ottobre, rispose: Quantunque apparente­mente il suddetto sembri un giovane morigeratòssimo, e studioso anche di materie teologiche, pure non gode buona fama, perchè si, pretende aversi ingoiato con lo stuòlo vari errori della vana filo­sofia* per cui fu, anni sono, denunziato sino a Soma, e ne' pochi giorni della falsa assunta Repubblica fu impiegato a far traduzioni, per cui ;stìede lungo tempo trattenuto nel Pizzo: timoroso poLal-Peceesso, si andiede iar Cosenza dopo liberato dal Pizzo j ed ora vorrebbe andarsi in Palermo, dove a degli interessi; ma per que­sta megli, sarebbe andarvi il padre don Vincenzo [il padre del Galluppi], mentre non debbo io, né V. 6. DI. metter si devo in compromesso nelle circostanze nelle quali siamo.
Tropea tra il gennaio e il febbraio aveva avuto anch'essa il suo albero della libertà e un governo repubblicano? ma per pochi giorni. All'avvicinarsi delie schiere del Buffo la plebaglia aveva abbattuto albero e governo, e un comitato di cittadini era andato incontro, il 24 febbraio 1799, al Ruffo a Mileto, a prestargli ubbidienza. Per la quale il lìuffo volle alcuni ostaggi, che fece trasportare a Pizzo. Tra essi fu incluso il Galluppi, che per altro dopo alcuni giorni fu rilasciato senza nessuna condanna. Aveva, secondo il vescovo sanfedista,2 tradotto qualche documento francese, forse qualche pro­clama o decreto dello Ohampionnetj ma la stessa voce raccolta dal
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