Rassegna storica del Risorgimento

NOVARA (ARMISTIZIO DI)
anno <1918>   pagina <362>
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M- degU Alberti
II Re prese la parola In italiano e dopo d'aver esposto, eolla più gran dignità e con perfetta chiarezza la nostra situazione e discusso in­torno alle varie vie di salute che ancora ci rimanevano, rinnovò solen­nemente la sua determinazione di abdicare.
<tlgli aveva consacrato, ci disse, nei dieciotto anni del suo Regno tutti i suoi pensieri, tutte le sue forze al bene dello Stato ; sino a tanto che aveva potuto credere che la sua devozione alla causa del-l'Indipendenza d'Italia ed alla gloria del Paese potesse essere utile, Egli non aveva esitato a sostenere una corica pei' quanto fosse pe-nosa, ma vedendo in questo punto che la sua presenza all'esercito ed alla testa del Governo non sarebbe più che un' imbarazzo pel Paese, a cui "voleva dare un'ultima prova del suo amore e della * tìianierà disinteressata colla quale egli erasi consacrato alla causa d'Italia, non avendo potuto iarsi uccidere nella giornata, discen­de deva volontariamente dal trono. Vedranno,, soggiunse, che. quando non ci sarò pi ;si-l!ai?ann condizioni assai meno dure .
Ciò detto E Re interrogò uno ad uno gli astanti sulla situazione in cui si trovavano le varie parti dell'esercito e sulla necessità di conchiudere un armistizio. E tutti gli risposero che questo era, a loro avviso, il solo mezzo di salvare il Paese.
Sentila questa risposta :<ah sèmpre più disse egli, lo persua­deva della convenienza della sua abdicazione si degno dì abbrac­ciare successivamente .tutti i testimoni di questo ultimo atto che ono­rava la sua carriera politica ,'!? ritirò lasciandoci commossi sino alle lacrime, e per le parole udite, e per la grandezza del sacrificio.'
Nel lasciarci il Re mi disse di ritornare ìmmantinenli al campo dei maresciallo Radetzky per recargli la novella della sua abdicazione e procurare di ottenere le migliori possibili condizioni.
Volendo io avere un testimonio della mia conferenza coli'inimico, pregai il ministro Cadorna di volermi accompagnare;; al che egli ac­consenti di buon grado; -
* ;0fìv 0i OisiDOBS*, iCeta* sui 0f. M Novara, pag. 27. * jSeìIartm/oMv <laf?cefiwlt fflttisttt ìfàtottoy Gudtmm é Mèeùìth alla inflaziono del generalo ma/jf/iofù MMffi OWÈaitawsl-y proiWu alla Commissione tfincìiiesto, si leggo Il ministrò Qaàmma dagli spalti-SI Novara aveva veduto gli scompigli del campo; poi era tato testimonio dell'abdicazione del Re, Alcuni generali, e spe­cialmente il Gessato, gli facevano pressa porose sii avviasse, appunto in compagnia del Cessato, allo tende.ne.miclie a patteggiare l'armistizio. Si riautava per queste ragioni: essere tutta politica k sua missione appo 11 Re: IVmistbdo non potere avere effetto che tea gli eserciti toUlgenuitb dover egli, e volere, ristarai da ogni