Rassegna storica del Risorgimento
NOVARA (ARMISTIZIO DI)
anno
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1918
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pagina
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363
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ISanìiìgtisio di Novara 'Mi
Prima di partire domandammo di presentarci al nuovo Re; il quale ci disse che la situazione era tale efre: bisognava fare quanto aveva detto suo padre.
Il ministro Cadorna mi chiese di recaìrsi un momento all'Ufficio! dello Stato Maggiore generale per scrivere un biglietto al Ministero a Torino sugli evenimenti della giornata. TI cìie fatto e lasciata la lettera ali*Uffizio medesimo affinchè fosse spedita al suo indirizzo, ci avviammo a piedi al campo nemico.
Era passata la mezzanotte, la città di Novara presentava in quell'ora uno spettacolo orribile di disordine* fcspfcti sfrenati atterravano le porte delle botteghe e delle case per abbandonarsi al saccheggio e ad ogni sorta di brutalità. Si sentivano qua e Hi dei colpi di fucile, e ad ogni passo si correva il rischio di essere colpito da una palla lanciata o a caso o per malvagità frenetica.
endo traversata la città frammezzo di questo scompiglio giun-jsimó alla porla eli Mortara. Si era costruita sul ponte una piccola barricata di trav?, ma nessuno vi stava a guardia; i soldati erano dì ben altro occupati che di guardarsi contro l'inimico. Scavalcate le travi che formavano la barricata, preceduti da un trioinbetliere ohe portava una lanterna, presimo la via della Bicocca. poca distanza da quel villaggio ci venne all'incontro una pattuglia di Austriaci, che fattici bendare gli occhi ei condusse alla Bicocca, ove non trovandosi pi il generale Hess, fummo introdotti dal generale Appel, che alloggiava presso il parroco." Egli ci disse che il quarlier generale dei-
ingerenza in quel militare negozio. Dettogli sulla fine che-le pretensioni del Ma* rescinlto eseirebbero mono acerbe allorché un ministro certificasse la rinunzia di Carlo Alberto, il Cadorna cedeva, ma Botto espressa condizione.lidie là alia ani-data mirava unicamente- alfe scopo* narrare il Ètfto ai quella verbale rinunzia e cha del cfauaoonte egli non preSa!? parlò aìoun'a a/1' congresso, nò assumeva punto la. ro-spoasabìlità degli àocovài-f.ùtasionfampj>ovticfinali, pag,jtMVCfr, pure fe CBORNAf, Ltttliiiui.i., png. 2!M.
ì Barrii tooPA'A, [Zetterit,, pag 33)t Procedendo secondo gli tisi S guerra, dopo pochi minuti dì cammino ci Imbattemmo in un pdoifonfr di truppe austriaobej alla Ónl test* era" un capitano, il <juate, avendogli noi esposto la nostra qualità, disse die-Ci Avrebbe condotti e scortati Ha Bicocca presso il suo Capo militare. Bendatici gli occhi, e postosi fra il generale Cossato e me, ci condusse dandoci il braccio, sino nella sala della casa del curato. f<**e '.ci- ita tolta, la benda. Fummo riqeyntt da n'n generale austriaco che erodo fosse tìigeuerak* Appcl. Questo viaggio fu maggiormente rattristato da un incidente, Il capitano austriaco dio ci aveva incontrati agli avampoaiil, elio ci aveva bendato gii occhi e cola condotti, era,' 0 almeno Io giudicammo italiano!! Ogni sua parola proferita nella nostra lingua ci cadeva sull'animo come una trafittura ed un insulto v.