Rassegna storica del Risorgimento
NOVARA (ARMISTIZIO DI)
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1918
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M. degli Albati
l'esercito austriaco essendo molto lungi ci sarebbe stato impossibile di recando! a piedi, atteso anche il cattivo tempo e che non avendo in quel sito né cavalli, né vetture egli avrebbe scritto al generale Hess di venire egli stesso alla Bicocca, o di mandare una vettura a prenderci.
Intanto noi passammo la notte nella sala della parrocchia, in cui vi era disteso del fieno su cui stavano coricati gli ufficiali di stato maggiore del generale.'
Verso le sei ore del mattino del 24 marzo giungeva una vettura del generale Hess, coll'invito di trasportarci a Vespolate ove era il quartier generale. La strada era ingombra d'artiglieria e di vetture d'ogni maniera, pei* modo che si aveva gran difficoltà d'andare avanti. Giuusimo finalmente Terso le otto a Vespolate.
Il maresciallo Radetzky ci ricevette dicendo : Il generale Hess fera loro vedere le condizioni che esigo per l'armistizio e si ritirò.
Il generale Hess ci introdusse nella sua camera ove ci fece leggere il progetto per la convenzione dell'armistizio, dicendo che il Maresciallo non neavrebbe mutata una sola parola. Quelle condizioni erano ancora più numerose e più dure delle prime fatte verbalmente. Io gli diedi allora la notizia dell'abdicazione del He Carlo Alberto, mostrandomi convinto che questo avvenimento porterebbe il Governo austriaco ad accordarci condizioni pitt miti.
Sebbene ciò debba aver fatto una grande impressione sul generale Hess, egli non la lasciò travedere2 e rispose che quella abdica-
1 Quel salotto era tutto ciò che in quella circostanza doveva essere. Da un conto alcuni sott'ufiìciali ed ufficiali che stavano scrivendo; qua e là sparsa per terra della paglia sn etti erano sdraiati dormendo dei militari; quasi nel mezzo un barile di vino sorretto da due sedie, al quale attingevasi con sufficiente frequenza. Terso il mezzo di quel tempo, entrò nella sala il curato, uomo venerando per età e, come poscia seppi, meritamente amato e riverito per le sue nobili doti. Al vederlo, uno di qnei militari, con piglio tra il cortese e il baldanzoso gli disse: Sì-gnor curalo, buono il vostro mito! Il povero prete era nelle angustie in cui trova-vasi don Abbondio dell'illustre nostro Manzoni quando stava in presenza di don Kodrigo, o dei suoi bravi; e rispondeva con monosillabi, con gesti e riverenze, ohe parevano dire: me ne accontento anch'io, parche ciò vi basti. (0. CADORNA, Jjettera..., pag. 34).
3 Per la ragione che 11 generale Hess doveva già esserne informato. Dalla Relazione delia 'Commissione d'inchiesta risulta di fatti che circa la mezzanotte del 23 un aiutante-maggiore dèi (Granatieri Guardie, alloggiati a Porta Vercelli, fu. dal generale maggiore, dicendogli essere la sua brigata molestata da granate e razzi del nemico malgrado i parlamentari spediti al campo; ed avendo il colon*