Rassegna storica del Risorgimento

NOVARA (ARMISTIZIO DI)
anno <1918>   pagina <365>
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Varmistizio di Novara
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zione non cambiava per nulla lo nostre condizióni, e cne il Mare­sciallo avrebbe trattato egualmente, sia con Carlo Alberto, sia col suo successore.
Sull'osservazione fatta dal ministro Cadorna ohe il Re non avrebbe potuto consentire che si .rtflttnesse nel preambulo della convenzione, che la pace che si sarebbe trattata in seguito all'armistizio, lo sa­rebbe sulle basi dei trattala dei 1815, poiché trattandosi di cessione di territorio lo Statuto piemontese esigeva il consenso del Parlamento, il generale Hess rispose che quello era appunto un articolo al quale il Maresciallo attaccava la maggiore importanza e che per conseguenza doveva restare invariabile.
Non si fece parola sulla pretesa che, se ben mi ricordo, si tro­vava scritta nel progetto di Convenzione se non in termini espliciti, almeno abbastanza chiaramente, che il Re Carlo Alberto dovesse ri­mettere in ostaggio il Duca di Savoia per guarentigia della stretta esecuzione dei patti dell'armistizio, l'abdicazione del re avendo resa superflua siffatta pretesa.
Frammezzo alla discussione che andavamo facendo sui punti del progetto che ci sembravano più onerosi, io ottenni dal generale Hess mandasse ordine al generale D'Aspre, comandante delle truppe d'avan­guardia, che sospendesse le ostilità.
Fu spedito un uMaiale con raccomandazione che andasse al groM galoppo.
nello Carderlna di stato maggiore osservato che ciò nasceva dal non avere aroto ordine il nemico di cessare dal Fuoco, ordinavagli il generalo andasse al campo a trattare... Il .colonnello Oarderlna, ritornato IL mattino del '24 dal campo austriaco, sL presentava a He "Vittorio Emanuele, a Mouio, circa le 10 antimeridiane ed espo-nevagli le parole olio aveva udite,- -nonché l'urgente necessita che 11 Re si recasse personalmente alle trattative. A. eiÒ ripugnava il Bo, ma il generale Giovanni Du­rando (uni troppo erano note le Infelici condizioni dell1 esercito) rappresonlavagll che dovevasi cederò alle circostanze e con un colloquio col ! Maresciallo salvare l'esercito ed ;ii paese da un maggiore disastro. A quelle parole il Bo acconsentiva, e l'abboccamento ebbe luogo a "Vignaio in una cascina fra la nostra retroguardia e il vanguardo austriaco, ove dopo il mezzogiorno furono convenni* col mare­sciallo Bttdetzky l patti dell'armistìzio. {Rapporti e relazioni finali, pag. 644). Sulle circostanze sovraesposte hanno deposto olla Commissione d'inchiesta, il ge­neralo Giacomo Durando, il colonnello* Carderina e lo stesso generalo di Cossato, al quale sono forse poi sfuggite quando dettava la sua relazione. CoU*occasione si osserva che nessun maggiore particolare contiene la pubbBcazione dello Stato Maggiore sul convegno di Tignale.