Rassegna storica del Risorgimento

NOVARA (ARMISTIZIO DI)
anno <1918>   pagina <366>
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366 M. degli Alberti
Quindi il generale Hess mi eli la ino a parte in un'altra camera, dicendo al signor Cadorna t * ./To* siamo di antica conoscenza; aneliamo a dire due parole insieme militarmente. Egli volle allora persuadermi che si era nell'interesse medesimo del Re e del buon ordine nel Pie­monte che il Maresciallo chiedeva l'occupazione del Novarese e della cittadella di Alessandria; che il Re doveva servirsi della sua buona, della sua valorosa armata per ripigliare l'autorità, necessaria per go­vernare M paese e che l'armala austriaca avrebbe potuto servirgli di un potente appoggiò in questa opera di rigenerasi on-e.
lo non aveva missione di discutere sopra un tale progetto, quindi mi restrinsi a rappresentargli di quanta importanza dovesse essere ai loro occhi l'abdicazione del Re Carlo Alberto e io pregai di andare ad informarne il maresciallo Radetzky, il quale, ne ero persuaso, non poteva ricevere siffatta notizia coll'indifferenza che aveva dimostrato il generale Hess.
Egli mi ripeteva non credere che il Maresciallo fosse per cam­biare nulla al suo progetto, ma sulle mie instanze andò a raggua­gliarlo di ciò che si era passato e detto tra di noi. Qualche momento dopo egli ritornò e ci disse che il Maresciallo accordava una sospen­sione delle ostilità sino alle ore due dopo il mezzodì e che quanto al rimanente nulla era cambiato.
io era impaziente di partire per profittare della breve dilazione che ci era accordata. Jl generale Hess volle accompagnarci nella vet­tura stessa che ci aveva portali fino a Vespolate. La strada conti­nuava ad essere ingombra di vetture e di truppa talmente che la vettura del generale, seftbene fosse preceduta da soldati a cavallo per far aprire il passaggio, non poteva procedere che assai lentamente.
Su ciò il generale Hess, rivoltosi a me, disse: n'est-ce pas que les derrières d'une armée sont mauvais à voir !
Le truppe austriache accampate a destra e a sinistra della strada accorrevano lungo la medesima per salutare con fragorosi evviva il generale Hess, che forse prendevano pel Maresciallo.
A mezza strada un ufficiale al galoppo portò un biglietto in te­desco, cui il generale Hess lesse ad un altro uffiziale austriaco che era con noi, e dal quale compresi che gl'ini miei erano sul punto di entrare in Novara. II generale D'Aspre, o non aveva voluto stare all'ordine di fermare la marcia, o non lo aveva ricevuto In tempo.
n generale Hess ordinò in tedesco all'uffiziale portatore del bi­glietto di ritornare indietro e di dire al generale D'Aspre di arrestarsi al ponto in cui si trovava. Ma credendo ch'io non avessi compreso il Generale non mi disse nulla in proposito e non fu che quando ci trovammo affatto vicini a Novara ch'egli mi disse : Credo che l'ordine