Rassegna storica del Risorgimento
NOVARA (ARMISTIZIO DI)
anno
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1918
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pagina
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368
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868 u. degli Alberti
posero così in grado di giungere un po' più presto ad Oleggio, ove erano già il generale Solarolied il generale Ansaldi, col resto delle loro truppe.
Alcuni soldati che si occupavano a devastare dei vigneti per ischi untarne della legna, avevano tirato come per passatempo un colpo di Ideile contro un soldato di Aosta cavalleria e la salita di Oleggto era ingombra di gente Glie si affollava intorno al ferito che si diceva morente.
Io chiedeva ai generale Ansaldi se credeva di poter difendere la posizione di Oleggio colie sue truppe e la brigata Solaroli, rimasta quasi intatta nella battaglia di Novara. Mi rispose di no, e che malgrado tutti i suoi sforzi i suoi soldati sì mostravano demoralizzati ed incapaci d'ogni resistenza. Allora gli dissi dì continuare la sua ritirata verso Borgo Ticino, poiché l'armistizio non essendo ancora conchiuso avrebbe potuto essere fra poco attaccato da una colonna di infanterìa nemica, che aveva già incontrato in marcia sopra Oleggio.
Trovammo una carrettella che ci trasportò a Homo, ove ci venne detto ehe il nuovo Re era ritornato a Novara per una conferenza col maresciallo Radetzky.
Mi rivolsi allora alla volta di Novara, ma il ministro Cadorna non volle più accompagnarmi, dicendomi che la sua presenza non orerà più necessaria, che aveva fatto tutto ciò che aveva potuto fare, che non gli spettava di firmare come Ministro la convenzione d'armistizio, la quale non doveva considerarsi che come un atto puramente militare. Le mie istanze non valsero a rimuoverlo dalla sua risoluzione, e me ne separai con rincrescimentoi?
Sulla strada di Novara ebbi la sorte d'incontrare il cav. Alessandro La Marmora, che pregai di venire con me per essere presente, qual Capo dello Stato maggiore generale ai definitivi concerti per l'armistizio.
Giunti a Caltignaga seppimo che il Re si era colà fermato e lo trovammo infatti in una specie di castello, mentre, in piedi, in una sala a pian terreno, faceva una colazione campestre co' suoi uffìziali di Stato maggiore. Fummo anche noi invitati a prender parte alla re-
4 ( lì generale Gessato, dovendo consegnare lo condizioni dell' armistizio, si dispose tosto a partire e mi eccitò a proseguire il viaggio con lui. Ma non avendo io trovato ordini del Re ette mi chiamassero a seguirlo in questa glia, non conoscendo i motivi è lo scopo di essa, che io dovevo presumere essere meramente mijtìari, e dovendo il generale Cassalo recare egli stesso le condizioni dell'armi-etìdo all'Autorità militare, non credetti dì poter aderire alla sua Istanza, foeeadovi anche ostacolo le ragioni stesse per le quali mi era rifiutato di prendere parte attiva alla trattazione dell'armistizio . (0. CADORNA, Lettera..., pag. 37).