Rassegna storica del Risorgimento

GALLUPPI PASQUALE ; GIACOBINI
anno <1914>   pagina <391>
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Pasquale QaUumi Maeóbinot 391
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vescovo della gran timidezza del filosofo, ci strega molto facilmente perchè il Galluppi, invitato dai giacobini: della piccola città, dove l'orse era solo a conoscere: il Mancese (e non lo conosceva né pur lui molto1) e quando- costoro tenevano il campo, non potesse esi­mersene, pur non. avendo un grande entusiasmo per la causa re­pubblicana. , non si compromise, se nella ristaurazione non patì nessuna noia) e se: tenente colonnello don Giovanni de Men-oza1; governatore di Tropea, pur dopo diligenti investigazioni, non riusciva trovare nulla a carico di lui. Mi sono informato , seri* veva egli il 19-iiovembr-e al Preside di Catanzaro, dalle persone più probbe è timorate. dt-Bi'P. di questa.. j città; però Lo chiamato il decano don Saver Polito, il teologo don Michele Grillo, il pe-nitonxiere don Vino. M, Mazzitelli, il P. M. Carmelitano Pra Car­melo Maria Colila ed il parroco dì San Demetrio di questa.., citta, e dalle dà costoro -és tragiudiziali deposizioni, che presso di me si conservano, rilevai che il don Pasquale Galluppi è un giovane one­sto, probbo,.. e di iuorigcraiti costumi, che frequenta spesso li Santi Sacramenti, ;c la chiesa, ove si fa vedere attento, e pieno di divo­zione, ehé ad altro non bada, se non allo studio, essendo anche un giovane viEtupéo, e da bene, e che mai diede veruno scandalo ; ima per1 quanto cercai sì dalli stéssi testimoni, che da altri sapere Soggetto:,,'per cui volesi portare in detta città di: Palei-mo7 non fu possibile sapersi la cagione, perchè da ogn'uno s'ignorava : soltanto ho risaputo.,, -che il di lui padre don Tin.ceuzo'- è siciliano-ed i tiene degli' effetti, per cui. suole spesso andarvi anche col suddetto don Pasquale suo figlie : ma non posso farue a meno farli presente. esser stato, per quanto pubblicamente si dice, il detto di Galluppi uno degli ostaggi di questa città chiamati dal ;? Tieario Gene­rale nel Pizzo, ove [sii trattenne molti giorni e- poi' ft.'liberato
senza veruna pena.
ik Preside di Catanzaro si attenne al Consiglio del prudente vescovo, e propose al Segretario di Stato che il passaporto non fosse accordato. E non Ih accordato. Ma lo chiese poi, invece del figlio, il padre, Vincenzo* che l'ebbe. Segno che a Palermo avevano real­mente bisogno di recarsi l'uno 0 l'altro, per loro intanasi"toni,
*,y, )a mia preft 35 W!WPJ Baggió sulla filo*, del miui, Na­poli, 1902, p. IX, n. 1.