Rassegna storica del Risorgimento
1852-1853 ; BELFIORE ; PROCESSI ; CASTELLAZZO LUIGI ; MANTOVA
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1956
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152
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152 Libri e periodici
sufficiente magnificare un ministro ed un'impresa, occorre valutare lutti gli aspetti della realtà che si viene creando: sintomatica a questo proposito la contraddizione per cui si afferma a p. 190 che notevole fu il bilancio dell'impresa e solo le oche di Montecitorio (p. 191) si vollero allarmare per lo spettro del deficit mentre a p. 239, per difendere la neutralità voluta dal di San Giuliano, si fa presente la gravità della delicata situazione economica e militare dell'Italia, sulla quale molto aveva inciso la guerra libica. La lettura della relazione sulle spese per la campagna del 1911-12 basterebbe a rendere più cauti nel giudizio ed a ricondurre maggiormente spunti ideali, chiaramente derivati da un sentimento euforico, olle precise esigenze della realtà quotidiana, più complessa, più difficile, ma in cui soltanto trovano posto gli autentici ideali della storia.
Il giudizio conclusivo dedicato all'uomo e al suo carattere è sostanzialmente accettabile, allorquando il di San Giuliano viene posto sulla linea della tradizione risorgimentale che dalla raggiunta unità traeva spunto, come a passo ulteriore, per una politica di inserimento europeo e mediterraneo; cosi pure sembra giusto riscontrare in lui un atteggiamento di tipo Crispino nei confronti dell'attività dei partiti derivante però da diversa origine , mentre sarebbe più interessante stabilire i suoi rapporti con le idee sonniniane allo scorcio del secolo XIX, rapporti forse assai indicativi per una comprensione maggiore del tramonto della vecchia classe liberale e del suo ultimo aspetto nazionalistico. Non mi pare, invece, accettabile la poco approfondita analisi della politica del di San Giuliano verso il popolo, troppo vicina a quell'altra della potenza senza che n-e siano ben definiti i reciproci rapporti e la posizione nei confronti delle altre politiche sociali di uomini o partiti.
Saggio celebrativo, dicevo all'inizio: questo è, in sostanza, il merito del libro che ripropone alla considerazione nostra la ricca umanità del di San Giuliano; resta il rammarico di veder cercare nella storia, con, poca serenità di giudizio, degli esempi per un supposto nostro tempo deteriore, ed anche la buona intenzione non può scusare. Spiacevole, ma doveroso rilevare i troppo numerosi errori tipografici e la scarsa cura della stampa, che non fanno onore alla editorìa italiana, mentre la sommarietà delle citazioni delle note non può soddisfare una pur modesta precisione scientifica.
ALBERTO MONTICONE
MICHELE VITERBO, La Puglia e il suo acquedotto; Bari, Laterza, 1954, in 8, pp, 390. L 2000.
L'avventurosa storia dell'acquedotto di Puglia, che ha riportato alla vita la siticulosa Apulia , è tracciata con molte notizie tratte dagli Atti dei Consigli provinciali pugliesi, dagli Alti parlamentari, dalla stampa del tempo da Michele Viterbo. Dal progetto Filonardi e dal progetto Zampar! alla prima proposta di legge per l'acquedotto pugliese e al primo atto governativo, fino alla fondamentale legge del 1902 e all'attuazione del grande progetto si svolge una dello battaglie pifl fortunate condotte e vinte dal Regno d'Italia nel Mezzogiorno. È merito del-l'antere avere efficacemente in tut volume denso di dati e di opportune osservazioni rievocato, sulla base di una precisa infonnazione di prima mano, questa che è tra le più interessanti vicende della storia interna del nostro paese ed ima delle più nobili affermazioni delle capacità costruttive del nostro popolo.
M. P.