Rassegna storica del Risorgimento
ROSMINI SERBATI ANTONIO ; CAVOUR, GUSTAVO BENSO DI ; GIOBERTI V
anno
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1918
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pagina
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376
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A. Colombo
glio di lui aveva potuto conoscere i veri motivi dell'esilio che avevano dato argomento alle prime ed ingiuste accuse lanciategli da Gustavo di Cavour. el 'M il iganta Rosa e Camillo di Cavour visitarono l'esule a Bruxelles ed egli ne provò tale gioia che scrìsse il 7 luglio di quell'anno a Teodoro di Santa Rosa : ' Così potessi io godere più a lungo la conversazione di lui e del suo degnissimo compagno di viaggio che io ascrivo a fortuna di aver conosciuto ! . Anche con Gustavo di Cavour a il Santa Mèm ebbe confidenza, dovuta specialmente a quell'intimità ben nota che lo legò al fratello di lui Camillo.
Ricevuta che ebbe la lettera del Gioberti, il Santa Rosa non indugiò ad assumere ben volentieri tra i due le parti del paciere. Eia difesa che fece del Gioberti fu calda, sincera, propria di un animo convinto. Non consentiva, di ceto, in. tutte le idee ed atteggiamenti di lui: sapeva benissimo che il Gioberti, per l'impulsività dell'animo esacerbato dal lungo e tormentoso esilio, per ! indole battagliera, per l'intolleranza dei giudizi, sovente nelle polemiche passava :il segno : e non aveva punto a lui taciuto la propria disapprovazione per il tono assunto nel libro contro il Rosmini, disapprovazione alla quale il Gioberti, ad onore del vero, aveva risposto in termini concilianti, pieni di riverente affetto e di deferenza,3 ma d'altra parte, colpito dall'acredine dell'articolo cavouriano e dalle accuse che egli ben sapeva infondate, scrisse al Cavour la seguente lettera sulla falsariga dei desideri! espressigli dal Gioberti, tentando di persuaderlo del suo errore, ed esprimendo la speranza che il povero esule avesse la meritata soddisfazione:
Tutta, 29 Jauvler 1848.
Il y a long temps *pS fon .espère de te voir arasi que ton trère, revenir en Piemont. Daos cotto: attènte de tona lés jiaursie or'ai jamais.pense jusqa'iui de t'ecrire à Paris, supposant que chaque jour devait mettre un terme ut ton abaence. Une ciiose cepedani yient d'arrivar, qui m'oblige tout a faft tirompre le silence, en me forant en ruéine-temps a. mettre le moins de deliri poaslble fi te : fatre parvenu" les remarqiies suivantes.
Ta lettre imprimée dans le journal de VUnivars, en date du 18 fevrier, et pubUée le 19 est un ifa.it grave, et 3)ièn plus graffi que tu n*oe pupròvoir
' SAKÀOBSO, op. orli,, p. 286.
a Y. sii di lui ti profilo fofoafìoo sortito da DOMENICO BDBJÉJ conte rf* Cavour avanti il 1848. Boma, 1830, p. 33-34.
a v. la sua lettera del 2fl luglio 1842 al Santa Boaa> MASSARI, TI. p. 233-235