Rassegna storica del Risorgimento
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1956
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195
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Il problema religioso nel Risorgimento 195
tifìcali come quelli di Gregorio VII, la stessa formulazione esplicita della rinuncia implicò il giudizio negativo.
Scontro, invece, e quasi mortale, si ebbe per il Giannone; ma, tutto considerato, esso appartiene piuttosto alla storia delle relazioni di fatto fra Chiesa e Stato, di cui parleremo fra poco. Sul piano delle idee, è il Giannone del Triregno quegli che presenta il conflitto estremo con l'ortodossia cattolica nella prima metà del Settecento; e possiamo mettergli accanto, a distanza, il più anziano Radicati. Ma il primo rimase allora inedito, e il secondo fu un fuoruscito, senza collegamento con la patria.
Nell'insieme abbiamo, fra la nuova coltura laica e l'autorità ecclesiastica, un certo adattamento reciproco, consistente in parte nell'ign orarsi, in parte in una reticenza della prima, a cui corrisponde un chiudere l'occhio della seconda.
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Con la seconda metà del secolo il trionfo della nuova coltura laica è definitivo in Italia, e più che mai vi partecipano membri del clero, e fin gesuiti come il Bettinelli. L'affermazione della nuova filosofia contro la vecchia è aperta; e nel contrasto c'è materia interessante da vicino gli istituti civili ed ecclesiastici. Quando il Beccaria tratta da scolo de' secoli più barbari la giurisprudenza tradizionale e il sistema di diritto vigente , nessun dubbio che insieme col diritto romano egli vi comprenda quello canonico, sebbene naturalmente si guardi dal dirlo. Della filosofia nuova propugnata fanno parte i razionalisti inglesi e francesi : più apertamente e comunemente il Locke, ma anche il Voltaire e gli Enciclopedisti. Il nesso fra le due colture è strettissimo: Voltaire e Diderot fanno testo in Italia, come Beccaria in Francia. Manifestazioni di riserva e dissenso, sincere o prudenziali, non cambiano sostanzialmente questo stato di cose. E la laicizzazione della coltura prosegue: tutti, si può dire, gli scrittori e trattatisti italiani che contano nella seconda metà del Settecento trattano materia terrestre con criteri puramente umani. La stessa prevalenza della coltura economica, diretta al bene temporale della società e degli individui, è caratteristica: