Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1956
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pagina
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197
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Il problema religioso nel Risorgimento 197
religioso vigente c'era di contrario alle loro idee sotto la vaga rubrica di superstizione : quella superstizione che il Parisi sacerdote definiva del ver nemica , e accoppiava con l'ostinata folle scola antica .
Pur essendo alieno dal naturalismo filosofico, il Muratori sacerdote ortodosso e pio, nel De ingeniorum moderaiione (che gli procurò forti contraddizioni) restrinse al possibile il terreno della fede soprannaturale, escludendone, ad esempio, la canonizzazione dei santi. Egli proclamava: Né già col nome di Religione intendo io lo studio della Teologia, o dogmatica, o scolastica, o morale, dietro a cui saggiamente impiegano non pochi tante fatiche, e il capitale di tanti anni. Per Religione intendo il credere, adorare, amare, ed ubbidir Dio nella forma che a noi fu prescritta da Cristo Salvator nostro .
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Sulla politica ecclesiastica dei governi italiani nell'epoca dei lumi non c'è, a tutt'oggi, un giudizio storico preciso e concorde. Il Sommario del Balbo combinò contro di essa l'imputazione generale al riformismo di quei governi, che non era liberalità dei principi , perché la liberalità sta nel dare, e non nel prendere o nel far dare da altrui , col rimprovero speciale che, nel ricupero dei diritti sovrani di fronte alla Chiesa, essi passarono il segno . Nel Pensiero politico italiano io ho scritto che le dispute giurisdizionalistiche non furono se non il contrasto di due poteri statali, facenti capo ciascuno all'assolutismo personale .
Il Balbo non fu equo nel giudizio suo, e io sono stato frettoloso nel mio. Il giurisdizionalismo o regalismo dei principi italiani nel secolo XVHI, nonostante impostazioni legalistiche ed esagerazioni innegabili, ebbe moventi e risultati che gli danno diritto a figurare nella fase settecentesca del Risorgimento. Vi fu consolidamento dell'unità statale, difesa della società civile, progresso verso l'uguaglianza, la libertà, l'umanità. Sul piano gì uri di co -poli ti co esso non fu semplicemente la lotta vittoriosa di un assolutismo contro l'altro. Entrarono in gioco principi etico-politici e politico-religiosi sui limiti del potere ecclesiastico e più